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28 June 2019 morning

2019 - Third part-session Print sitting

Sitting video(s) 1 / 1

Opening of sitting No. 27

Debate: Situation in Syria: prospects for a political solution?

Vote: Situation in Syria: prospects for a political solution?

Debate: Pushback policies and practice in Council of Europe member States

Vote: Pushback policies and practice in Council of Europe member States

Free debate

Mr Roberto RAMPI

Italy, SOC

12:08:56

Signora Presidente, signori colleghi,

alla fine del mese di maggio sono stato a rappresentare questa Assemblea parlamentare nella città di Sarajevo per il Forum europeo dei Musei. È stata un'esperienza assolutamente straordinaria, perché il lavoro che i professionisti museali svolgono è di grandissima qualità ed è particolarmente importante per i valori in cui noi crediamo.

La riflessione delle tre giornate di lavoro, al di là della premiazione finale, si è concentrata su molti temi, ma uno mi ha colpito in particolare: quello della costruzione della memoria e della comprensione, insieme, di come si affrontano gli elementi più problematici della memoria.

Questa sessione, questa settimana è stata particolarmente importante, delicata, tesa. Abbiamo capito - lo capiamo tutte le volte - quanto la storia dei nostri Paesi possa essere letta in maniera diversa a seconda del lato del confine dal quale la si guarda. Ovviamente questo ha un impatto straordinario sul lavoro dei musei.

I musei non sono un luogo di protezione, di raccolta e di esposizione di oggetti. I musei sono uno strumento di democrazia, perché nel costruire la memoria, nel coinvolgere emotivamente, non solo razionalmente. le persone e soprattutto le nuove generazioni, i più piccoli, aiutano veramente a capire che cosa è successo.

Eravamo a Sarajevo perché lo scorso anno il vincitore di questo premio è stato il Museo dei bambini nella guerra, che è meraviglioso. Invito tutti i colleghi che potranno ad andare a vederlo. Racconta con degli oggetti le storie di tutti i bambini che hanno vissuto l'assedio di Sarajevo e che hanno vissuto quella guerra. E non lo fa tentando di individuare i colpevoli - non è questo l'obiettivo -, ma tentando di restituire le emozioni di come può essere la vita di un bambino durante un conflitto.

Oggi, in quello stesso museo, sono esposti gli oggetti degli attuali bambini in Siria, di cui abbiamo parlato poco fa, e raccontano esattamente quelle emozioni, perché le guerre sono tutte diverse, ma in qualche misura sono tutte uguali e i bambini nella guerra vivono tutti le stesse sofferenze.

Ecco, credo che il lavoro dei prossimi mesi come Comitato cultura, ma anche come Assemblea, dovrà concentrarsi sempre di più su come possiamo dare indicazioni ai nostri Paesi per fare un lavoro di qualità rispetto alle strutture museali che sono una grandissima realtà, fondamentale per la democrazia. Come serve l'informazione, come servono i Parlamenti liberi, come servono gli interventi sociali, così servono gli interventi che danno gli strumenti di conoscenza, in chiave intellettuale e razionale, ma soprattutto emotiva. Grazie. 

Progress report of the Bureau and the Standing Committee (continued)

The sitting was closed at 12.30pm

Closure of the part-session