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24 June 2021 morning

2021 - Third part-session Print sitting

Sitting video(s) 1 / 1

Opening of the sitting No. 21

Debate: For a European policy on diasporas

Mr Viorel-Riceard BADEA

Romania, EPP/CD

10:16:42

Cari colleghi, caro presidente,

Prima vorrei esprimere il mio sostegno maggiore per questa relazione per le proposte che il progetto di risoluzione e il progetto di raccomandazione contiene.

Come senatore rappresentante dei rumeni che vivono oltre i confini del paese, sto seguendo con grande interesse questo argomento e sono preoccupato del modo in cui i miei concittadini sono integrati negli stati in cui hanno scelto di vivere, nella maggioranza dei casi, in seguito al diritto alla libera scelta del muoversi e di soggiorno dell'Unione Europea.

Ci sono delle comunità significative di rumeni in Spagna, in Italia, in Gran Bretagna, in Germania, ma anche in altri numerosissimi stati. Secondo uno studio dell'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCDE), la Romania è la quinta più numerosa diaspora del mondo in seguito al numero degli abitanti.

Ho iniziato al Consiglio d'Europa in questa assemblea fino adesso 3 mozioni per la risoluzione sui temi che fanno riferimento in maniera inequivocabile alla sorte di una grande parte della diaspora rumena, rispettivamente il diritto al lavoro dei lavoratori domestici, soprattutto delle donne, l'impatto della migrazione della forza lavorativa verso i figli rimasti nei paesi di origine.

Tutti questi documenti diventando delle risoluzioni dell'assemblea parlamentare. Lo statuto precario dei lavoratori trans-doganali e stagionali d'Europa è stata un'altra mia proposta che è stata già trasmessa alla commissione per la migrazione, per i rifugiati e per i profughi, per assegnazione al relatore.

Spero che le raccomandazioni che sono incluse in questi documenti verranno prese in considerazione dei fattori rilevanti per il miglioramento della situazione di queste persone.

Tuttavia, per offrire delle condizioni di lavoro decenti simili a quelle dovute a qualsiasi impiegato, sia per i lavoratori domestici quanto per quelli trans-doganali e non in ultimo per l'assicurazione della protezione aumentata di questi figli i cui genitori sono andati al lavoro all'estero.

Cari colleghi, si dimostra estremamente importante l'impegno dei membri della comunità della diaspora per quanto riguarda tutto quello che rappresenta la vita della comunità in cui vivono tramite il coinvolgimento di questi al processo decisionale per la rispettiva comunità, ma, allo stesso tempo, sono molto importanti anche gli sforzi che gli stati di origine devono fare per creare in un lasso di tempo ragionevole delle premesse solide per facilitare il rientro nel paese di origine ai membri della diaspora che vogliono intraprendere questo ritorno.

Tuttavia sostengo fortemente un partenariato strategico tra gli stati della società civile e il settore privato e le organizzazioni internazionali capaci di generare una politica europea riguardo la diaspora. E questa proposta rivolta al comitato dei ministri del Consiglio d'Europa per essere elaborata una carta bianca delle buone pratiche dell'inserimento della diaspora negli stati membri del Consiglio d'Europa mi sembra una proposta eccellente.

Grazie mille.

Vote: For a European policy on diasporas

Current affairs debate: The need for an effective solidarity mechanism between European countries to relieve migratory pressure on front line countries

Mr Piero FASSINO

Italy, SOC

12:07:02

Grazie presidente.

E condivido la relazione che ci ha presentato il collega Mr Pierre-Alain FRIDEZ, lo ringrazio e vorrei sviluppare in 3 minuti 3 punti.

Primo: coloro che sbarcano in Grecia, in Italia, e in Spagna, vogliono venire in Europa e questa è una questione molto semplice che può essere facilmente constatata e il fatto che ci siano paesi che invece continuano a considerare che il tema della gestione dei flussi migratori sia a carico dei paesi di primo approdo come prevede il regolamento di Dublino è una questione che deve essere affrontata seriamente, senza ipocrisie.

Il regolamento di Dublino è uno strumento iniquo e inefficace e va superato. Le proposte che ha avanzato la presidente von der Leyen per un nuovo patto per l'immigrazione e l'asilo, vanno nella direzione di superare il regolamento di Dublino, ma sono ancora timide. E, nonostante questo, ci sono paesi che continuano a rifiutare anche le sono state avanzate con un argomento che è privo di fondamento e cioè che non possiamo accogliere coloro che sbarcano sulle nostre coste perché l'Europa non è in grado di accogliere flussi di migranti in numero illimitato.

Ora che non si debbano accogliere numeri illimitati di migranti è una cosa di buon senso e chiunque la può condividere, ma che non vi sia la possibilità di gestire in modo regolare i flussi migratori accogliendo sia chi ha bisogno di protezione umanitaria e sia chi vuole venire nei nostri paesi per trovare dignità di vita, questa cosa non è vera e lo dicono le cifre demografiche secondo cui alla fine del secolo con gli attuali tassi di natalità l'Europa avrà 70 milioni di abitanti in meno.

Per mantenere gli attuali livelli prosperità e di produttività l'Europa con 70 milioni di abitanti in meno dovrebbe mandare tutti i suoi abitanti in pensione a 80 anni. Il che è evidentemente impossibile quindi in realtà l'Europa ha bisogno di un contributo demografico aggiuntivo che non può che venire dalle migrazioni.

E allora, anziché continuare a chiudere gli occhi, affrontiamo il tema con una strategia di gestione dei flussi migratori trasparente alla luce del sole. Corridoi umanitari per chi fugge da guerre, conflitti, persecuzioni, canali regolari sulla base di un negoziato tra paese di origine e paese di destinazione per i migranti economici.

Affrontiamo il tema dei minori non accompagnati con una grande campagna di affidi familiari che consegni a questi minori la possibilità di avere un focolare domestico, un focolare familiare e utilizziamo gli strumenti che abbiamo armonizzandoli e unificandoli. Oggi, per esempio, non c'è una normativa europea sull'asilo e continuiamo a gestire queste cose sugli asili sulla base di normative nazionali disomogenee e diverse.

Allora tutto questo richiede una strategia che richiede un salto di qualità fondato sull'assunzione di responsabilità e la condivisione da parte di tutti i paesi europei.

Grazie.

Mr Roberto RAMPI

Italy, SOC

12:13:46

Signor Presidente, signori colleghi,

Questo è chiaramente un tema che ci divide. Ce ne sono tanti che ci uniscono, ma ascoltando questo dibattito abbiamo un punto di vista e una serie di riflessioni molto diverse.

Io mi rendo conto che la mia opinione su questi temi è un'opinione poco condivisibile da parte di molti, ma io credo che noi dobbiamo guardare in faccia alla realtà storica, sapere che le migrazioni sono una costante nella vita degli uomini, sapere che i territori non appartengono a qualcuno per una ragione particolare. Ci sono dei popoli che abitano per un certo tempo in una certa parte geografica e poi si spostano. Non siamo qui a condannare questo o quel paese. Noi non ci siamo tirati indietro quando abbiamo dovuto, in questa assemblea, tirare le orecchie al nostro ministro dell'Interno, che si comportava in maniera, secondo noi, inaccettabile e inadeguata. Ognuno di noi faccia i conti con se stesso.

Però dobbiamo dirci la verità. E cioè che ci sono milioni di persone che vivono in condizioni inaccettabili, sia dal punto di vista della sopravvivenza, ma non basta la sopravvivenza. Perché gli esseri umani, le donne e gli uomini, giustamente vogliono per la loro vita breve o lunga che sia provare ad ottenere il meglio e quindi cercheranno sempre di muoversi verso il meglio e questo movimento è un movimento che a volte è un movimento intellettuale, filosofico, a volte un movimento fisico.

E se ci sono luoghi della terra in cui non si può ottenere il meglio, si sposteranno per cercare altri luoghi dove provare a realizzare il meglio per sé e per le persone che a loro sono care.

Allora noi non possiamo cercare di condannare o di rendere illegale o di giudicare questo movimento. Noi dobbiamo provare ad organizzarlo. E più lo facciamo in maniera solidale, e più lo facciamo in maniera unita, e più allarghiamo il campo dei paesi che tutti insieme si organizzano per farlo, e meglio faremo. Meglio faremo per quelle persone, ma meglio faremo anche per noi. Perché è chiaro che avere persone che abitano nei nostri paesi in maniera illegale, che non esistono, che scompaiono, non è una condizione di sicurezza e di tranquillità, anche per i nostri cittadini.

Ma il problema non sono le persone che si spostano. Il problema sono le nostre normative che non permettono alle persone di spostarsi in maniera regolare, perché altrimenti questo problema non esisterebbe. Anche quegli argomenti che a volte usano le forze della destra per dire che qualcuno ruba il lavoro a qualcun altro... in realtà non si tratta di rubare il lavoro in realtà si tratta di sfruttamento di persone che produce una concorrenza illegale, una concorrenza insostenibile per altri lavoratori. Perché ovviamente un lavoratore sfruttato abbassa la possibilità di spendere risorse per altri lavoratori, costruisce una concorrenza che è insostenibile. Ma la colpa non sta nella persona che si muove, la colpa sta in chi lo sfrutta e soprattutto in quelle norme che gli permettono di essere irregolare, quindi sfruttabile.

Allora questo è uno dei più grandi temi su cui questa assemblea deve provare a normare, a regolare e a darsi una visione, un profilo comune.

Grazie.

The sitting is closed at 12:40 p.m.

Next sitting at 4 p.m.