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25 June 2026 morning

2026 - Third part-session Print sitting

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Opening the sitting No 25

Current affairs debate: Migration to Europe

Ms Sandra ZAMPA

Italy, SOC

10:06:11

Grazie Signora Presidente, cari colleghi, intervengo in qualità di Presidente della Commissione sulla migrazione, che ha chiesto che questo dibattito si tenesse, e in qualità di rapporteur per la relazione e l'azione del Consiglio d'Europa per proteggere i diritti umani dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati.

La migrazione è una costante dell'umanità e rappresenta, e ha sempre rappresentato, una sfida; ma è anche una grande opportunità per i Paesi di destinazione.

Oggi, è indubbiamente uno dei temi più sensibili e più controversi del dibattito politico. Possiamo dire che il fattore migrazione è un "doping" elettorale, anche perché viene utilizzato come strumento di consenso, che si costruisce alimentando la paura e criminalizzando i migranti. Mentre, invece, la migrazione è un fenomeno complesso, che esige di essere conosciuto, di essere compreso, gestito, tenendo conto di tutti gli aspetti in cui si colloca: le guerre, le crisi internazionali, i cambiamenti climatici, il vuoto demografico, l'invecchiamento della popolazione, la povertà estrema, le esigenze del mercato del lavoro. Un fenomeno che va gestito per quello che è: si tratta di movimenti globali che non possono essere fermati erigendo muri e non saranno fermati erigendo muri, ma che va gestito attuando una politica efficace, evitando semplificazioni, strumentalizzazioni, senza mai, mai, mai, lo ripeto tre volte, sacrificare i colori fondanti dell'Europa, che sono il nostro volto e sono l'anima dell'Europa. Non bisogna mai perdere l'anima.

L'esigenza di promuovere questo dibattito nasce da due passaggi avvenuti a livello europeo negli ultimi mesi: l'entrata in vigore del Nuovo Patto per la migrazione, l'asilo e l'adozione della Dichiarazione di Chişinău. Entrambi questi passaggi sono delicati e necessitano di una riflessione seria e condivisa in questa Assemblea parlamentare, che è nata per tutelare e promuovere i diritti umani e lo Stato di diritto. Non mi soffermo sui contenuti del patto, perché abbiamo un relatore generale, Lord Michael GERMAN, che sta seguendo con attenzione le misure adottate, le quali dovranno essere attuate nel pieno rispetto del diritto d'asilo e di tutte le altre convenzioni che proteggono le persone nei contesti di migrazione, dalla Convenzione dei diritti del fanciullo a tutte le altre.

Rispetto alla Dichiarazione di Chişinău, alla Convenzione europea e all'intero sistema di cui siamo parte, consentitemi di fare una premessa: la Convenzione è uno scudo per tutti coloro che ricadono sotto la nostra giurisdizione, tra cui anche le persone straniere, i richiedenti asilo e i rifugiati che arrivano nel continente europeo. L'universalità dei diritti è nel DNA stesso del sistema della Convenzione. Se si inizia a metterla in discussione, introducendo eccezioni per alcuni gruppi di persone, sappiamo bene qual è il rischio. La storia ce l'ha già mostrato con chiarezza dove si può andare a finire.

Nella Dichiarazione di Chişinău si sostiene la necessità di un'interpretazione aggiornata della Convenzione, ma è importante per me ricordare che l'unica autorità legittimata a fornire tale interpretazione è la Corte, che da sempre agisce in modo indipendente e senza interferenze. Questo deve restare il nostro punto di riferimento: lo Stato di diritto, non il mutevole orientamento dell'opinione pubblica, manipolabile sempre e tanto più oggi, in presenza di potenti mezzi come sono i social e l'intelligenza artificiale.

Questo deve restare il nostro punto e non possono mai esserci diritti sacrificabili in nome della sicurezza nazionale. Per esempio, il divieto di trattamenti inumani e degradanti è un principio fondante della Convenzione e gli Stati sono tenuti a rispettarlo. Ma difendere questo principio non significa fare sconti a nessuno, tantomeno agli autori di reati, nei cui confronti vanno assunte tutte le misure previste. Spetta a noi parlamentari, lasciate che lo dica con chiarezza, dimostrare una leadership politica salda.

E il tema della sicurezza nelle nostre società sta a cuore a tutti noi, ma i migranti che arrivano sulle nostre coste non sono la causa della nostra insicurezza e non vanno presentati come una minaccia. Chi sostiene questi argomenti, lo fa in maniera strumentale e per ragioni di propaganda e confonde i piani, mentre noi decisori politici dovremmo essere i primi a evitare confusione e a considerare le conseguenze di tali messaggi fuorvianti su tutta la società, su noi stessi e sui nostri figli.

Ancora, il principio di non-refoulement si applica sempre, anche nel caso di flussi intensi verso il continente o in situazioni gravissime, come quelle in cui i migranti vengono usati e strumentalizzati da Stati terzi ostili.

In tal senso, mi preoccupa molto la nozione dei cosiddetti nuovi approcci. Voglio ricordare che il Commissario Michael O'FLAHERTY ci ha messo in guardia sui rischi per i diritti umani, che le misure come i centri di rimpatrio o l'esternalizzazione delle procedure di asilo comportano, e ha invitato a un approccio prudente. Spetterà alla Corte stabilire se tali schemi, una volta attuati, saranno conformi alla Convenzione. Io condivido questa linea e voglio ricordare che anche l'ONU ha richiamato gli stessi punti.

Cari colleghi, c'è un altro fattore da considerare: sottrarre spazio ai diritti e produrre paura usando il tema dei migranti alimenterà nelle nostre società un clima di tensione. Belfast è sotto gli occhi di tutti. Alimenterà un clima di tensione, di odio, a danno di tutta la società. Non cadiamo in questa trappola.

E, lasciatemi concludere, spetta a noi, come ho detto, dimostrare una leadership politica e salda. E quindi, da un lato, difendere l'applicazione coerente e rigorosa dei diritti umani sanciti dalla Convenzione e interpretati dalla Corte. Dall'altro, affrontare le sfide che il fenomeno migratorio ci pone e impegnarci a trovare soluzioni concrete, gestire i flussi, creare canali di ingresso efficaci, attuare politiche per l'integrazione delle persone straniere nei nostri territori, avendo come obiettivo la coesione sociale.

Mr Roberto SPERANZA

Italy, SOC

10:37:50

Thank you, I'm going to speak in Italian.

Ho deciso di intervenire in questo dibattito perché penso che non possiamo tornare indietro. Penso che ci siano voluti secoli di battaglie politiche per affermare un'idea di eguaglianza dei diritti e di Stato di diritto. Noi siamo tutti uguali e non dobbiamo dimenticarlo mai.

Le ultime decisioni e le ultime dichiarazioni io credo che siano sbagliate perché dettate dalla paura e la paura non consente di governare i processi e la paura rischia di farci tornare indietro.

Io penso che questo non sia accettabile e non lo è per almeno due ragioni fondamentali.

La prima, umana, una ragione di fondo: i migranti non sono numeri, non sono percentuali. I migranti sono donne, bambini, uomini e dobbiamo avere il coraggio, la forza di riconoscere sempre la loro dignità. E queste parole, con grande intelligenza e con grande potenza, le pronuncia continuamente il nostro Papa Leone e il suo predecessore, Papa Francesco, con grandissima forza.

E poi la seconda. L'Europa ha un grande problema demografico. Dai banchi della destra si inseguono parole senza senso: invasione, remigrazione. Sono parole senza senso e contro la realtà e la verità. Di queste persone abbiamo bisogno per reggere dentro un contesto sociale e demografico che in Europa è assolutamente complesso.

E allora io chiudo, Presidente, dicendo grazie al lavoro che Sandra Zampa sta portando avanti e ricordando a tutti qual è il ruolo del Consiglio d'Europa. Questo luogo è un tempio dei diritti e di questi diritti dobbiamo essere orgogliosi e dobbiamo batterci ogni giorno per difenderli con tutte le energie di cui disponiamo.

Grazie.

Ms Sandra ZAMPA

Italy, SOC

11:01:10

Grazie Presidente.

Ringrazio tutti i colleghi che sono intervenuti con argomenti seri, che andranno discussi e approfonditi.

Respingo invece, davvero, senza assolutamente incertezza, ogni argomento che è stato portato in questa aula e che ha confermato che, per alcune forze politiche, i migranti sono solo il bersaglio di odio e di razzismo e che, davvero, stanno diventando l'oggetto di un "doping" elettorale che si costruisce seminando la paura. Io ricordo a tutti che ogni argomento va portato, va suffragato con dati che dimostrino quello che si dice.

Ciò che ho sentito, una parte di ciò che ho sentito, per fortuna la parte minore, non risponde a questo criterio. Voglio concludere con le parole, permettetemi di citarlo, che a Las Palmas sono state pronunciate da Papa Leone.

Voglio concludere con questo perché ho parlato di anima, di un'anima europea; e io ricordo a molti, che spesso ci sono forze politiche fondate anche su alcuni valori ispirati anche al cristianesimo, o certamente a principi e forti valori religiosi, che stanno probabilmente dimenticandoseli. E tradire la propria anima significa avviare un percorso che porta alla distruzione di se stessi. A Las Palmas il Papa ci ha ricordato che ogni vita che arriva ci chiede che cosa resta della nostra umanità. "Prima o poi", ha detto, "si saprà se quest'umanità abbiamo saputo custodirla o se abbiamo lasciato che l'indifferenza parlasse per noi".

Ecco, io sono tra coloro che pensano che non solo non si può lasciare come risposta l'indifferenza, tanto meno si può rispondere semplicemente con l'odio, perché serve a lucrare politicamente. Io credo, come ho detto, che la migrazione richieda certamente risposte molto serie, ma queste risposte serie vanno assunte studiandola, conoscendola e gestendola, non semplicemente strumentalizzandola, come invece avviene.

Un dato tra gli altri che non è stato qui richiamato è che il 65% del totale dei rifugiati sono accolti in Paesi confinanti e non sono certamente in Europa. E il 23% di questo numero è, in questo momento, ospitato nei Paesi più poveri del mondo. Questi sono numeri che parlano da soli. E questo ci dice che l'Europa ha non solo un dovere, ma anche, come è stato ricordato, interesse ad avere una migrazione intelligente, ben gestita, guidata. Chi non è capace di farlo, non è degno di fare politica.

Debate: Access of migrants and refugees to healthcare

Mr Francesco VERDUCCI

Italy, SOC

12:00:37

Grazie Presidente.

Dobbiamo rigettare le provocazioni, i discorsi di istigazione all'odio, che abbiamo sentito vergognosamente poco fa anche in quest'aula, e riaffermare con forza che tutti gli esseri umani, tutti, qualunque sia la condizione o lo status, devono poter avere il diritto di essere curati.

Questo è un diritto umano universale, che per nessun motivo può essere messo in discussione. Se lo facessimo, tradiremmo non solo convenzioni, trattati, ma la legge morale millenaria dell'uomo. Questo è un tema identitario per l'esistenza stessa del Consiglio d'Europa, colleghi, di questa nostra Assemblea.

Tutto quello che abbiamo conquistato a un costo enorme sulle ceneri della barbarie è, innanzitutto, l'universalità dei diritti. Chi, al contrario, mette gli uni contro gli altri, i poveri contro coloro che sono ancora più poveri, lo fa con inganno. Migranti e rifugiati che vogliono venire in Europa sono in fuga da guerre, violenze, disperazione.

Tutti noi siamo migranti, figli di migranti. L'umanità intera è fatta di migranti. Il DNA di ognuno di noi testimonia una storia millenaria di migrazioni. Tutto il resto, sono menzogne. C'è una frase della teologia cristiana che dice: "i migranti sono il popolo di Dio in cammino". È una frase bellissima e vera. Eppure, la politica va da un'altra parte, costruisce muri, esternalizza i migranti come fossero oggetti di scarto, li rinchiude fuori dai confini, in centri che in realtà sono prigioni. È una politica folle, cieca, di propaganda, che ingigantisce i problemi anziché governarli, che distrugge i principi cardine delle nostre democrazie.

Mai come oggi, invece, dobbiamo sentire l'urgenza, l'assillo civile e politico di costruire integrazione e cittadinanza, perché sono l'unico modo di costruire sicurezza e benessere per tutti.

Grazie Presidente, grazie colleghi.

Ms Sandra ZAMPA

Italy, SOC, Chairperson of the Committee on Migration, International Protection and Economic Co-operation

12:12:42

Esprimo semplicemente il mio apprezzamento, anche per la generosità e l'impegno con cui è stato svolto questo rapporto.

Sono state richiamate tutte le ragioni per le quali l'accesso va garantito ai migranti: non solo per questioni che riguardano, innanzitutto, la dignità e il rispetto delle persone dei loro diritti alla vita, in questo caso (perché quando parliamo di sanità, parliamo di vita), ma anche per ciò che significa per la comunità che li accoglie.

Evidentemente tutelare, come spesso avviene quando parliamo di solidarietà, tutelare l'interesse e i diritti di tutti, significa tutelare l'intera società.

Quindi, grazie.

La discussione è stata molto attiva e molto vivace anche in Commissione. Credo che la Sig.ra Pelin YILIK abbia fatto un lavoro molto importante, che oggi consegna al nostro voto, e conto sulla comprensione del valore delle cose che questo rapporto porta con sé.

Vote: Access of migrants and refugees to healthcare

Ms Sandra ZAMPA

Italy, SOC, Chairperson of the Committee on Migration, International Protection and Economic Co-operation

12:14:49

Sì, confermo.

Ms Sandra ZAMPA

Italy, SOC, Chairperson of the Committee on Migration, International Protection and Economic Co-operation

12:16:03

Credo che ci sia una confusione di fondo, perché gli emendamenti sono stati votati questa mattina in Commissione e gli emendamenti che sono stati recitati dalla Presidente sono stati tutti votati all'unanimità.

Quindi non so e neanche mi risulta che lei partecipi ai lavori della Commissione Migrazione. Probabilmente lei si riferisce ad un'altra Commissione, ad un altro rapporto e ad altri emendamenti.

Ms Sandra ZAMPA

Italy, SOC, Chairperson of the Committee on Migration, International Protection and Economic Co-operation

12:21:41

Presidente, semplicemente voglio ricordare che non esiste alcun documento del Consiglio d'Europa che approva gli hub di rimpatrio, gli hub diciamo "delocalizzati".

Non esiste alcun documento, no.

Debate: Media freedom in sport

Vote: Media freedom in sport

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