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11 October 2022 morning

2022 - Fourth part-session Print sitting

Sitting video(s) 1 / 1

Opening of the sitting No. 28

Debate: Supporting a European perspective for the Western Balkans

Mr Piero FASSINO

Italy, SOC

10:24:27

Grazie signor Presidente,

Io ringrazio naturalmente il collega Mr George PAPANDREOU e condivido la sua relazione a nome del gruppo socialista. La sosterremo.

Io vorrei partire da questa considerazione. Siamo di fronte a una guerra atroce che tutti seguiamo con angoscia, in Ucraina, e quella guerra però ci porta ad altre guerre che hanno sconvolto il continente dalla fine della Seconda Guerra mondiale. Penso alle guerre nel Caucaso e penso alla guerra nei Balcani.

Che cosa ci dicono queste guerre? Ci dicono che se, mentre da 80 anni c'è pace e stabilità e sicurezza nell'Unione europea, le insidie alla nostra sicurezza, le insidie alla pace, i luoghi dell'instabilità e della guerra, sono le regioni esterne all'Unione europea.

Questo ci deve dire quindi che l'unico modo per evitare che questa instabilità e queste guerre possano continuare anche in futuro è quello integrare queste regioni e portarle dentro l'Unione europea, perché l'Unione europea è la condizione della stabilità, è la condizione della sicurezza, è la condizione della pace.

Questo vale in particolare oggi per i Balcani. All'indomani della Pace di Dayton del 1995, la comunità internazionale promise ai Balcani che l'integrazione nell'Istituzione euro-atlantica sarebbe stata la via per garantire stabilità e sicurezza alla regione, facendola uscire da una lunga storia di guerre, al punto che il lessico politico si è arricchito di una parola che lo indica: "balcanizzazione" voleva indicare appunto una realtà caratterizzata da alta frammentazione e permanente conflitto.

Ebbene sono passati 27 anni da Dayton, sono passati 19 anni dal Consiglio europeo di Salonicco e soltanto quattro paesi hanno avviato i negoziati, due dei quali soltanto negli ultimi mesi (Macedonia del Nord e Albania) e per altri due paesi, Bosnia ed Erzegovina e Kosovo siamo ancora ad una prospettiva lontana.

Guardate, tutto questo decorso di tempo ha prodotto già delle conseguenze. Ha prodotto frustrazione nelle opinioni pubbliche che vedono l'obiettivo dell'Europa sempre più lontano ed evanescente, ha permesso l'ingresso nella regione ad altri attori, dalla Cina, alla Russia, alla Turchia ad altri ancora, e ha favorito come alibi il rallentamento nei paesi balcanici dell'adeguamento della loro legislazione agli standard europei.

Io credo che sia come giustamente sollecita Mr George PAPANDREOU necessario cambiare passo.

Abbiamo bisogno di un salto di qualità, di una netta accelerazione del processo di allargamento, accelerando i negoziati con Serbia,  Montenegro, Albania e Macedonia del Nord, determinando scelte precise per la Bosnia, riconoscendogli almeno lo status di candidato all'adesione, e dando una prospettiva di integrazione al Kosovo.

In tutto questo il Consiglio d'Europa può svolgere, come ha svolto fin qui, un ruolo essenziale nel favorire dialogo,  pacificazione e sostenere le riforme che questi paesi devono fare.

Io credo appunto che queste sono le scelte che noi dobbiamo sostenere perché, come ha detto Mr George PAPANDREOU, da quello che accadrà nei Balcani così come nelle altre aree dell'Europa orientale dipende l'idea che abbiamo di Europa e come siamo in grado di costruire un continente di pace, di sicurezza e di stabilità.

Vote: Supporting a European perspective for the Western Balkans

Address: His Excellency Mr Michael D. HIGGINS, President of Ireland

Ms Marina BERLINGHIERI

Italy, SOC

12:46:45

Grazie Presidente,

sua eccellenza, sig. presidente Mr Michael D. HIGGINS,

 

I tempi che stiamo vivendo ci hanno fatto capire che per contrastare l'obiettivo di imporre un assetto mondiale basato su rapporti di forza, militari ed economici, noi dobbiamo favorire un'alleanza globale che definisca in modo più efficace, nelle sedi multilaterali, principi e soluzioni condivise.

Le chiedo quindi, presidente, quali sono le nuove azioni e le nuove strade che il Consiglio d'Europa può intraprendere per rinnovare e rafforzare il suo ruolo. Ma, più in generale, anche il ruolo della dimensione multilaterale nel realizzare un'alleanza globale che sostenga diritti umani, pace e democrazia.

Grazie.

The sitting is closed at 1:10 p.m.