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20 March 2025 afternoon

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Theme 1: Safeguarding democracy

Mr Oscar MINA

Vice-President of the Great and General Council, San Marino

15:45:29

Grazie Presidente,

segretario generale,

cari colleghi,

il concetto di salvaguardare la democrazia, secondo noi, è un concetto imperativo che l'Unione europea deve comunque avere come punto fermo, nell'immagine collettiva del suo modo di agire.

In termini più generali l'idea di democrazia è spesso limitata al solo esercizio del diritto di voto, e troppo spesso essa è data per scontata. Tuttavia va detto che lo stesso diritto di voto alle elezioni libere e regolari, la libertà di stampa, gli organismi di controllo, la garanzia di diritto e un sistema di giustizia sono tutti ovvero pilastri fondamentali di una vera democrazia. Non sono mai state e non saranno mai delle conquiste facili per chiunque.

In Europa, dove il principi fondamentali dello stato di diritto vengono limitati da parte di autocrati e despoti che arrecano colpi ad ogni pilastro fondamentale della democrazia, compromettendo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, e di conseguenza minacciano l'intera società democratica. Di fatto quindi la democrazia non significa solo elezioni.

Il punto è che i pilastri della democrazia sono sotto attacco. La questione da dibattere è come proteggere le democrazie europee di fronte all'assalto del populismo, dell'autoritarismo presente e, soprattutto, in forte ascesa. Salvaguardare quindi la democrazia è una responsabilità fondamentale per garantire il rispetto dei diritti, la partecipazione attiva dei cittadini, il buon funzionamento delle istituzioni. Diventa quindi prioritario mettere al riparo le democrazie e le spinte soprattutto autoritarie.

Servono azioni concrete, rafforzare le nostre democrazie e sviluppare degli anticorpi contro l'autoritarismo. Esse devono essere assolutamente mantenute per costituire le basi di una vera democrazia. Il progresso economico per esempio, e non solo l'aumento del prodotto interno lordo, ma una prosperità effettiva per la maggior parte dei cittadini. Esercitare per esempio un'educazione civica, promuovere la consapevolezza politica attraverso l'educazione permettere ai cittadini di comprendere i propri diritti, ma anche i propri doveri di partecipazione consapevole alle istituzioni democratiche.

Rafforzare appunto le stesse istituzioni, la loro Indipendenza e proteggerle, soprattutto, dalle interferenze politiche. Una partecipazione quindi attiva dei cittadini ai processi elettorali, ai referendum e ad altre forme di coinvolgimento democratico per rafforzare il legame tra governanti e governati. Garantire, quindi, anche un sistema elettorale equo e trasparente, tale da assicurare che le elezioni come dicevo siano libere, accessibili, trasparenti evitando manipolazione e, ovviamente, anche brogli.

La protezione quindi delle libertà fondamentali, altro punto per garantire il rispetto della libertà di espressione, ne parleremo, di stampa, di associazione ed è essenziale proprio per un dibatto pubblico libero e aperto.

Quindi è fondamentale soprattutto, a nostro avviso, il controllo e la separazione dei poteri. Ovvero significa mantenere la separazione tra il potere legislativo, esecutivo e giudiziario, con dei meccanismi, certo, di bilanciamento, di controllo reciproco per prevenire invasioni di campo ed abusi di potere. Quindi contrastare la corruzione per esempio, rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, favorire anche l'inclusione e le pari opportunità per lavorare affinché tutti i cittadini abbiano lo stesso trattamento. Il dialogo, la tolleranza sono altri punti che riguardano appunto l'interesse della democrazia.

Credo sia quindi necessario che l'Europa possa pensare ad essere appunto la roccaforte convinta della democrazia. Ma questa posizione non è né scontata, né garantita per sempre. Lo stiamo vedendo. L'Unione europea, il Consiglio d'Europa, la Corte europea dei diritti dell'uomo sono pilastri che difendono la democrazia e i valori liberali. Tuttavia negli ultimi anni l'Europa ha affrontato delle sfide crescenti, l'ascesa dei movimenti populisti per esempio e soprattutto quelli autoritari, aggressivi. La crisi della rappresentanza politica, la disinformazione e le interferenze esterne.

Quindi concludo brevemente dicendo questo: mantenere la democrazia significa che l'Europa deve assolutamente rafforzare le proprie istituzioni, garantire l'applicazione dello stato di diritto in tutti gli stati membri, e non solo, e promuovere una cultura politica che valorizzi la partecipazione, la trasparenza e soprattutto i diritti umani.

Salvaguardare quindi la democrazia richiede un impegno collettivo continuo, dove le istituzioni, la società civile, i cittadini collaborano per proteggere i principi democratici e assicurare un futuro stabile e inclusivo per le generazioni future.

La Repubblica di San Marino, un piccolo cenno lo voglio fare in questa sede, ha scelto una democrazia rappresentativa. Da tempo continua la sua millenaria storia e credo che sia uno degli esempi di libertà, di democrazia più antichi in questo in questo mondo, diciamolo pure.

Quindi noi saremo al fianco delle istituzioni democratiche del Consiglio d'Europa e di tutti gli organismi internazionali che cercheranno di garantire assolutamente i concetti della democrazia.

Grazie per la vostra attenzione.

Mr Gian Marco CENTINAIO

Vice-President of the Senate, Italy

15:55:02

Grazie Presidente,

cari colleghi,

sono lieto di essere qui con voi in rappresentanza del Senato italiano e vorrei innanzitutto trasmettervi i saluti del presidente Ignazio La Russa.

Condivido molto la necessità di confrontarci oggi su come salvaguardare la democrazia, in un periodo storico di grande complessità. Dopo decenni di continua espansione infatti, il numero degli Stati che si definiscono democratici inizia a diminuire in diverse aree del mondo. Perfino in Europa, dove la democrazia è nata e si è sviluppata, questo modello irrinunciabile subisce pericolosi attacchi dall'esterno, ma anche critiche pesanti dall'interno.

Per indagare i motivi delle contestazioni al kratos, cioè a questa forma di gestione del potere, dobbiamo provare a metterci però nei panni del demos, del popolo, che ne è protagonista. Potremmo capire allora che l'odierna democrazia è in difficoltà, anche perché negli ultimi anni non è stata in grado di mantenere fino in fondo le sue promesse di pace, libertà e prosperità.

Sono tanti gli esempi che possiamo portare, ne cito semplicemente alcuni, il disagio sociale provocato dalle misure di austerità che hanno colpito soprattutto la Grecia, ma non solo. La percezione di insicurezza di fronte a fenomeni come il terrorismo internazionale e l'immigrazione illegale.

Gli effetti del cambiamento climatico e le conseguenze sul piano economico e sociale che rischiano di essere aggravate da misure irragionevoli di contrasto. La guerra di invasione russa in Ucraina con il conseguente aumento di costi energetici e delle materie prime è una seria minaccia militare ai confini dell'Europa.

Possiamo ritenerlo ingiusto ma dobbiamo fare i conti con il fatto che la popolazione europea si trova di fronte questi problemi e vede le nostre istituzioni incapaci di dare risposte efficaci. Inoltre i cittadini vedono annullare risultati elettorali, vedono innalzare cordoni sanitari per isolare i partiti che hanno ricevuto milioni di voti, vedono decisioni prese da tecnocrati che sembrano avere più potere di chi è stato eletto democraticamente.

Non entro nel merito di queste cose non voglio dire che siano giuste o sbagliate anche se ho la mia idea in proposito, ma possiamo essere d'accordo sul fatto che tutto questo rende la democrazia ancora più debole e incerta agli occhi dei cittadini.

A questi fattori interni si aggiungono gli attacchi portati da paesi terzi attraverso le armi ibride della corruzione, arrivata fin dentro il Parlamento europeo, della disinformazione e dell'hackeraggio informatico. Con queste premesse siamo qui oggi a interrogarci su come possiamo difendere e dare un nuovo slancio alla democrazia. Ovviamente non ho la pretesa di dare una risposta esaustiva a questa domanda, ma voglio provare a suggerire tre strade.

La prima è quella della partecipazione. I cittadini devono sentirsi più coinvolti nelle decisioni e per fare questo devono prima di tutto essere certi che il loro voto conti davvero. È un compito che spetta soprattutto alle assemblee elettive che abbiamo l'onore e l'onere di presiedere, perché è al loro interno che si garantisce il rispetto della pluralità e si ricerca una conciliazione fra le opinioni diverse. Per farlo i nostri parlamenti devono saper guardare avanti senza rifugiarsi in vecchi equilibri di comodo e senza temere il consenso e la portata innovativa di idee e movimenti purché rispettino valori democratici.

Il secondo elemento è la trasparenza, è fondamentale che i cittadini siano consapevoli di come nascono le decisioni, chi le ha prese, chi le ha influenzate e chi se ne assume le responsabilità. Questo è più facile se quelle decisioni arrivano da istituzioni non lontane e astratte, ma vicine al loro territorio e alla loro esperienza quotidiana.

È altrettanto importante che la stessa trasparenza sia garantita anche dalle imprese private che possono condizionare l'opinione pubblica a partire da agenzie di lobbying, mezzi di informazione e social media.

Infine, la formazione. Cito le parole di Piero Calamandrei, uno dei Padri costituenti della Repubblica Italiana, liberale federalista, antifascista. Se si vuole che la democrazia prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni, la scuola a lungo andare è più importante del parlamento, della magistratura e della Corte Costituzionale.

Oggi possiamo dire che la costruzione di un'opinione pubblica informata, impegnata ed educata al rispetto e al compromesso sia essenziale per salvaguardare la democrazia da condizionamenti esterni e debolezze interne è un lavoro che deve iniziare dalle scuole, ma deve coinvolgere tutti noi.

In conclusione, possiamo affermare che solo cittadini consapevoli e istituzioni disposte a rinnovarsi saranno nelle condizioni di stringere un nuovo più solido patto democratico.

Grazie.

Theme 2: Guaranteeing freedom of expression in times of polarisation and uncertainty

Mr Oscar MINA

Vice-Speaker of the Consiglio Grande e Generale, San Marino

17:26:36

Grazie Presidente,

segretario,

cari colleghi,

la libertà di espressione è un aspetto da non sottovalutare come lo è, in egual misura, la stessa disinformazione e la sua propaganda diffusa che sta producendo, nell'opinione pubblica, danni ingenti con effetti devastanti in un contesto di polarizzazione sociale; ed aggiungerei in questo periodo di conflitti.

Se partiamo da questo concetto, ovvero che qualsiasi organo di informazione in un paese può permettersi di propagandare, per esempio, un regime aggressore mantenendo un livello giornalistico non ottimale, dietro ad una apparente, par condicio, libertà di espressione, consente una divulgazione di informazione senza incontrare alcun controllo dei fatti anche quando è palese: questa si chiama disinformazione e propaganda lesiva dell'interesse comune degli Stati.

Infatti se partiamo ad esempio dal conflitto in corso in Ucraina, le false narrazioni, molte delle quali promosse dagli apparati di propaganda russa che circolavano già prima del 24 febbraio 2022, erano stati utilizzate per tentare di giustificare l'invasione dell'Ucraina. Credo che a questo punto ci viene di porci una domanda, ovvero: servono veramente all'opinione pubblica per conoscere, oppure sono strumenti di manipolazione nelle mani di persone alle quali la libertà di espressione converrebbe, ovvero disinformando?

Ce lo chiediamo perché il pericolo della disinformazione e della propaganda diffusa è diventata in quel conflitto una vera e propria arma di guerra. Le notizie false sono veramente la parte integrante della strategia di guerra, in grado di sovvertire quell'equilibrio politico e persino creare una coscienza di stato e ridurre il concetto della libertà di espressione dei media e dell'informazione e offuscare ovviamente la verità.

La pluralità e la libera informazione a tutti i livelli a partire dai social, dai media fino alla carta stampata è una sfida che  tutti i parlamenti europei si trovano di fronte, che devono affrontare con concretezza. Il tema della libertà di espressione ed in egual misura, ripeto, la disinformazione non hanno confine, non è dato dall'importanza di un paese, dalle sue dimensioni. Ma è sicuramente in grado di produrre degli effetti talmente dannosi, proiettandoli in un vortice di propaganda transnazionale, in grado di minare la stabilità geopolitica degli Stati e non solo.

La libertà di espressione del pilastro su cui si fonda il dialogo pubblico, la trasparenza, la possibilità di affrontare le differenze attraverso il confronto e la polarizzazione sociale e politica, tende ovviamente ad alimentare fenomeni come l'intolleranza, la censura, la minaccia di repressione contro chi esprime opinioni contrarie.

Quindi contrastare la disinformazione, come citavo nel mio preambolo, credo sia uno degli aspetti che potrebbe assolutamente alterare il dibattito pubblico. È importante quindi che venga promossa un'alfabetizzazione mediatica, per consentire a tutti i cittadini di distinguere informazioni veritiere da quelle false.

Concludo questo mio breve intervento, dicendo che la responsabilità per garantire la libertà di espressione non è solo compito della politica e delle istituzioni, ma richiede anche un impegno forte dei singoli cittadini, dei media, delle piattaforme digitali e dell'organizzazioni sociali. La libertà di espressione, compresa la libertà accademica, la libertà artistica, il diritto ad avere opinioni, il diritto di ricevere e trasmettere informazioni e idee, sia on-line che off-line, in maniera indipendente e pluralista, deve essere uno dei pilastri di una società democratica, in cui anche i giornalisti, gli operatori dei media dovrebbero godere di piena protezione. Ai sensi di legge addirittura e che sia rispettata, protetta e valorizzata, soprattutto dagli Stati.

Quindi io credo che la tematica che è stata introdotta in questa conferenza sia uno degli aspetti, come ripeto sempre, uno degli aspetti che va a caratterizzare i pilastri appunto della democrazia. Io con questo credo di non avere esagerato, ma comunque credo che la libertà di informazione debba essere più rispettata.

Grazie per la vostra attenzione

The sitting is closed at 6:40 p.m.