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08 April 2025 afternoon

2025 - Second part-session Print sitting

Sitting video(s) 1 / 1

Opening of the sitting No 13

Question time: Mr Alain BERSET, Secretary General of the Council of Europe

Debate (continued): Foreign interference: a threat to democratic security in Europe

Vote: Foreign interference: a threat to democratic security in Europe

Current affairs debate: Protests and rallies in the Western Balkans and Central Europe

Mr Piero FASSINO

Italy, SOC

17:50:21

Grazie, Presidente.

Parlerò in italiano. [in inglese]

Grandi manifestazioni, come ha ricordato l'Onorevole George PAPANDREOU, che stanno scuotendo l'Est europeo. Sono manifestazioni che chiedono giustizia, Stato di diritto, indipendenza della magistratura, libertà dei media, lotta alla corruzione. Chiedono democrazia contro le autocrazie. E lo fanno sventolando la bandiera dell'Unione Europea.

C'è una domanda di Europa che sale da quelle manifestazioni a cui l'Unione Europea e anche il nostro Consiglio devono dare una risposta. Il processo di integrazione europea dura da 22 anni. Fu varato al Consiglio europeo di Salonicco. 22 anni sono un tempo lungo, troppo lungo. Un tempo nel quale quella richiesta di integrazione ha conosciuto via via una frustrazione.

E l'unica conseguenza della lentezza con cui si è perseguito il processo di integrazione è che abbiamo aperto le porte dei Balcani alla Russia, alla Cina, alla Turchia, agli Emirati Arabi, e soprattutto abbiamo frustrato le aspirazioni e le attese dei cittadini europei che hanno guardato all'Europa con speranza.

Quelle manifestazioni, soprattutto manifestazioni di giovani, ci dicono che l'Europa continua a essere l'obiettivo per cui migliaia e migliaia di persone lottano ogni giorno, che l'Europa è lo spazio, il luogo nel quale quelle persone vogliono vivere, perché l'Europa è garanzia di libertà, di democrazia e di sicurezza.

E allora nel momento in cui l'Unione Europea, come in queste settimane, sta discutendo di misure straordinarie per la sua libertà e per la sua sicurezza, accelerare il processo di integrazione, portarlo a compimento e portare finalmente dentro l'Unione Europea i Balcani Occidentali è una scelta ormai assolutamente ineludibile e urgente.

 

Debate: Modification of various provisions of the Assembly’s Rules of Procedure

Vote: Modification of various provisions of the Assembly’s Rules of Procedure

Debate: Putting an end to collective expulsions of aliens

Ms Catia POLIDORI

Italy, EPP/CD, Spokesperson for the group

19:02:27

Grazie, signor Presidente, continuerò in italiano. [in inglese]

 

Grazie, signor relatore.

La ringrazio molto per il suo lavoro, ma nonostante questo spero che mi consenta delle osservazioni.

Il principio di non respingimento è un principio fondamentale del diritto internazionale stabilito dalla Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951 e implica un divieto assoluto di respingimento e di respingimenti collettivi.

Per i membri del Consiglio d’Europa, poi, il principio è stato sviluppato attraverso la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo ed è, quindi, parte integrante dei nostri ordinamenti e alla base delle diverse normative nazionali.

Nella normativa dell’Unione europea, tutte le procedure riguardanti l’asilo e l’immigrazione sono state definite nel pieno rispetto del principio di non respingimento.

Sono previste una serie di garanzie, presenti anche nel nuovo Patto UE, a partire dalla previsione che, all’arrivo in un paese, venga fatta un’informativa, in una lingua comprensibile, per poter accedere al diritto d’asilo e che ogni situazione vada valutata individualmente in modo da identificare la vulnerabilità e i bisogni di protezione.

La gestione delle frontiere in Europa, quindi, anche nell'evoluzione degli ultimi anni, è costruita a partire da queste garanzie che il sistema d’asilo negli stati di primo approdo ha sempre assicurato e continua ad assicurare, anche nelle proposte più recenti.

Quindi, con tanto rispetto, io desidero ringraziare il relatore per il suo lavoro, ma a noi questa risoluzione appare ridondante e non rispettosa verso l’operato, faticoso, dei paesi in prima linea e per questo molti membri di questa Assemblea non la supporteranno.

Ms Sandra ZAMPA

Italy, SOC

19:09:38

Grazie, Presidente.

Ringrazio molto il collega Mr Pierre-Alain FRIDEZ per questa bella relazione e per le raccomandazioni.

Se i confini, se le frontiere valgono di più delle persone, ne consegue evidentemente la possibilità di un respingimento collettivo, e ne consegue che attraversare quei confini, quei confini proibiti, costituisce per chi lo fa —a prescindere dalle ragioni per cui lo fa, che sono per lo più drammatiche, a prescindere dall'età con cui questi giovani attraversano eventualmente quei confini— un reato.

Ed è così che le persone diventano, nel nostro linguaggio, nel linguaggio della politica, illegali.

Eppure nessun essere umano, nessuna persona che vive su questa terra può essere considerata illegale.

Questa tentazione di contrapporre la frontiera, pur nel suo valore, al valore assoluto, invece, e all'inviolabilità delle vite umane e degli esseri umani, si sta affacciando anche nell'occidente e anche tra gli stati che hanno adottato, scritto e fatto una ragione di orgoglio della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e altre convenzioni altrettanto importanti.

Per questo è urgente adottare le raccomandazioni che Mr Pierre-Alain FRIDEZ ci propone, che il suo rapporto ci propone, e porre fine ai respingimenti collettivi di stranieri, ribadendo i principi del diritto internazionale.

Solo così e in questo modo sarà possibile per noi affrontare le sfide che i diversi continenti geopolitici ci presentano, nella consapevolezza che alcuni limiti non possono mai essere oltrepassati.

 

Mr Marco SCURRIA

Italy, ECPA

19:14:07

Grazie, Presidente.

Non abbiamo presentato emendamenti perché respingiamo in toto questo provvedimento, e non perché siamo a favore delle espulsioni di massa. Siamo contrari perché la legge internazionale già lo prevede.

E quando accadono delle violazioni, interviene già la Corte internazionale di giustizia. È quindi superfluo fare delle relazioni su ciò che è ovvio. Non facciamo rapporti per dire che non si devono uccidere le donne o i bambini, perché sono cose ovvie, già sanzionate da tutte le leggi, oltre che dall'etica.

Questo rapporto si fa, non per dire di essere contrari all'espulsione di massa, ma per fare in modo che sia impossibile espellere qualunque persona immigrata irregolarmente.

In tutto il rapporto non si fa mai riferimento all'immigrazione irregolare o come poterla evitare.

È un appello al "facciamo entrare tutti comunque". E per questo basta leggere il rapporto.

Al punto 16.2 si dice che "persino le decisioni dei tribunali dovrebbero essere messe in discussione per verificare se hanno seguito le procedure giuste".

Al punto 17.1 si dice che "in materia di espulsione collettiva bisogna assicurare di far beneficiare le persone immigrate sistematicamente di un accesso reale ed effettivo alle procedure per l'ingresso legale negli stati".

Ma perché, se non ne hanno diritto?

Al punto 17.3 si parla di "travisamenti delle dichiarazioni". Ci sono autorità statali quindi che scrivono il falso?

Al punto 18, e concludo, Presidente, ci assumiamo una grande responsabilità. Si dice "l'Assemblea plaude alla volontà politica di alcuni stati che hanno scelto di garantire l'accoglienza agli immigrati in conformità con le norme del diritto internazionale."

Esistono stati che non l'hanno fatto? E quali sono?

Per questo non possiamo essere d'accordo con questo rapporto.

 

Vote: Putting an end to collective expulsions of aliens

The sitting is closed at 8:05 p.m.

Next sitting on Wednesday 9th at 10 a.m.