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01 October 2025 morning

2025 - Fourth part-session Print sitting

Sitting video(s) 1 / 1

Opening of sitting No 32

Current affairs debate: Political crisis in Serbia

Mr Piero FASSINO

Italy, SOC, Spokesperson for the group

10:09:50

Stiamo parlando della Serbia, un grande Paese, il più grande Paese dei Balcani occidentali, che ha sempre svolto un ruolo di leadership in quella regione.

Da sette mesi, la Serbia è sconvolta da manifestazioni continue (studentesche, giovanili, ma non solo) di una larga parte della popolazione, dopo l'incidente che sette mesi fa vide sedici vittime nel crollo di una pensilina a Novi Sad e che ha dato luogo a mille manifestazioni di denuncia della corruzione, del sistema oppressivo e dell'assenza di rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini da parte del Governo serbo e del Presidente VUČIĆ.

Manifestazioni che hanno coinvolto via via una grande parte della popolazione. E io credo che dobbiamo quindi essere molto preoccupati di quello che sta succedendo, perché anziché raccogliere le domande, le istanze che vengono, in primo luogo la richiesta di nuove elezioni, vere, democratiche (le ultime elezioni democratiche in Serbia risalgono al 2012), non vengono accolte e invece la risposta da parte del Governo e delle autorità è una risposta poliziesca di repressione, sperando in questo modo di far tacere quello che ormai è una richiesta che coinvolge largamente la popolazione serba.

Quello che accade in Serbia non è soltanto riferito alla situazione interna.

Non dimentichiamo che non è risolto il contenzioso tra Serbia e Kosovo, e che questo contenzioso è uno degli elementi che mina la stabilità dei Balcani occidentali, e non dimentichiamo che, tra qualche settimana, la minoranza serba della Repubblica bosniaca andrà ad un referendum, indetto e promosso dal Presidente della Srpska DODIK, che potrà mettere in discussione anche l'unità della Bosnia-Herzegovina; e questo è un altro elemento che mina la stabilità e gli equilibri dei Balcani Occidentali.

Per questa ragione, io credo che noi dobbiamo guardare con grande preoccupazione a quello che accade a Belgrado e dobbiamo mettere in essere come Consiglio d'Europa tutte le iniziative che possono portare le Autorità ad un diverso atteggiamento e a convincere le Autorità a fare i conti con una domanda democratica che viene dalla popolazione e a dare delle risposte corrette e giuste nel rispetto dei diritti e nel rispetto dei cittadini e della democrazia.

Grazie.

Ms Elisabetta GARDINI

Italy, ECPA, Spokesperson for the group

10:15:26

Buongiorno.

Allora, io condivido le preoccupazioni espresse, non ritornerò sui fatti che sono stati ricordati dalla Relatrice e dal collega HISPÁN. Però voglio dire che discutere oggi della crisi politica in Serbia significa anche guardare oltre i confini di un singolo Paese, perché i Balcani occidentali non sono una periferia d'Europa, ma un crocevia decisivo per la stabilità del nostro continente.

Per questo, io dico che quello che accade a Belgrado o a Novi Sad non riguarda solo la Serbia, ma riguarda e tocca tutta l'Europa.

E ci ricorda anche quanto fragile possa diventare la democrazia quando il confronto politico si trasforma in delegittimazione reciproca, quando la piazza sostituisce le Istituzioni, quando il dissenso sfocia nella violenza.

La democrazia, lo ricordo a tutti noi, non si difende con l'intimidazione, non si difende con l'assalto alle sedi politiche o con gli attacchi personali. La democrazia si difende, come ha detto Pablo HISPÁN, con il dialogo, con la capacità di riconoscere la legittimità dell'altro, di rispettare le regole comuni, di cercare soluzioni condivise anche nelle divergenze più profonde.

Tante volte dovremmo fare anche noi un esame di coscienza, perché tante volte le parole che vengono dette in quest'aula sono parole da tifoseria, si prendono le parti di una parte. E questo non aiuta. Tante volte con le migliori intenzioni, lo voglio credere, si usano toni e parole che non aiutano il dialogo e questa è una grande responsabilità che ognuno di noi deve assumersi.

Sento parole che non vanno bene, parole che non aiutano il dialogo. Noi abbiamo questa responsabilità. Dobbiamo scegliere il dialogo come metodo e dobbiamo indicare il dialogo come metodo. Non possiamo e non dobbiamo cedere alla polarizzazione, ma costruire ogni giorno spazi di confronto e di ascolto.

È un appello che rivolgo ai banchi di tutti di tutte le parti politiche, di tutte le famiglie politiche. Se riusciremo a fare questo, daremo una mano anche alla Serbia, a tutti i Paesi, a tutte le nostre nazioni, che sapranno trovare le soluzioni, ma solo con questo spirito di collaborazione.

Grazie.

Debate: Journalists matter: the need to step up efforts to liberate Ukrainian journalists held in captivity by the Russian Federation

Ms Valentina GRIPPO

Italy, ALDE, Spokesperson for the group

11:30:31

Grazie Presidente, Colleghi.

Intanto dobbiamo ringraziare Yevheniia KRAVCHUK e i giornalisti ucraini qui oggi a Strasburgo per il loro lavoro.

Abbiamo lanciato un anno fa questa call for resolution per loro, per trasformare la solidarietà generica in azioni verificabili.

Prima di tutto la risoluzione chiede maggiore protezione, accesso immediato degli organismi internazionali ai luoghi di detenzione e notifica a familiari e legali del luogo di custodia e delle condizioni sanitarie; fondi per assistenza alle famiglie, alle redazioni; corridoi sanitari per la riabilitazione post liberazione; uso sistematico dello strumento fondamentale, che è la piattaforma del Consiglio d'Europa, per segnalare, verificare e seguire ogni caso fino alla chiusura.

Il bene di questa risoluzione è che è molto concreta.

Un elenco di azioni: mettere i giornalisti al centro dei negoziati, non ai margini; priorità negli scambi di prigionieri, con tracciamento pubblico dei nominativi e dello stato di ciascun caso; sanzioni mirate: chi agisce contro questi principi, ne deve rispondere; sequestri di beni contro direttori di carceri, inquirenti e giudici responsabili di torture e processi farsa.

Proteggere, liberare, rendere conto.

La risoluzione spiega con esattezza come fare tutte queste azioni. Si può fare, ma bisogna, in nome di Victoria ROSHCHYNA, per tutti i giornalisti detenuti, per tutti quelli che hanno perso la vita, per quelli che sono qui oggi a testimoniare con noi, dobbiamo fortemente sostenere questa Risoluzione e poi dargli immediata attuazione in tutti i nostri Stati.

Grazie.

Vote: Journalists matter: the need to step up efforts to liberate Ukrainian journalists held in captivity by the Russian Federation

Address: Her Excellency Ms Myriam SPITERI DEBONO, President of Malta

The sitting is closed at 1 p.m.

Next sitting at 3:30 p.m.