Logo Assembly Logo Hemicycle

09 April 2019 afternoon

2019 - Second part-session Print sitting

Sitting video(s) 1 / 1

Opening of the sitting No 13

Election of judges to the European Court of Human Rights in respect of Malta and Turkey (continued)

Debate: Establishment of a European Union mechanism on democracy, the rule of law and fundamental rights

Vote: Establishment of a European Union mechanism on democracy, the rule of law and fundamental rights

Election of judges to the European Court of Human Rights in respect of Malta and Turkey (result)

Debate: Promoting parliaments free of sexism and sexual harassment

Ms Maria Elena BOSCHI

Italy, SOC

18:38:40

Grazie, Presidente.

Ogni generazione di donne impegnate in politica ha avuto delle battaglie da combattere per far progredire i diritti. Pensiamo alle nostre nonne grazie alle quali si è affermato in molti Paesi il diritto di voto per le donne, la possibilità di essere elette, o alle generazioni delle nostre madri che hanno combattuto perché tutti i ruoli, anche i più alti nelle istituzioni e nel Governo, potessero essere ricoperti da donne.

Sono orgogliosa di aver fatto parte del primo Governo del mio Paese, l'Italia, composto da metà donne e metà uomini nel ruolo di ministri, ma abbiamo dovuto aspettare il Governo Renzi nel 2014 perché questo succedesse. La nostra generazione oggi ha una battaglia da portare avanti che è quella di affermare la parità effettiva, sostanziale, tra uomini e donne in politica. E non bastano le norme antidiscriminatorie per poter accedere alle cariche elettive, occorre anche che ci sia davvero una parità nella possibilità di svolgere le campagne elettorali, nella agibilità politica, nella possibilità di accedere alla leadership; questo avviene soltanto se le donne non sono molestate, minacciate, intimidite in quanto donne. Ecco perché il rapporto che oggi discutiamo è particolarmente importante.

Voglio ringraziare la relatrice ma anche la Presidente per il sostegno che ha garantito, perché squarcia un velo. Molte donne, anche nei parlamenti delle democrazie più solide, non denunciano le violenze o le molestie che subiscono perché temono di perdere autorevolezza o perché non ne hanno consapevolezza. Questo rapporto ci aiuta a vedere una fotografia preoccupante, in cui sono soprattutto le donne più giovani, sotto i 40 anni, e quelle più impegnate sul tema dei diritti e delle pari opportunità ad essere vittime di minacce e di molestie, e con loro le loro famiglie.

Del resto succede anche nel mio Paese, purtroppo, in Italia, che esponenti dell'attuale Governo si possano permettere di dire in televisione che il ruolo delle donne non è in Parlamento ma in cucina, o che usino in campagna elettorale bambole gonfiabili che rappresentano donne politiche di altri partiti. Io credo che questo non sia accettabile. Non è accettabile l'effetto emulativo che genera spesso nei sostenitori di quelle forze politiche che utilizzano i social network – e il rapporto giustamente sottolinea che nel 75% dei casi lo fanno in forma anonima – per vere e proprie campagne di odio con fake news, fotomontaggi raccapriccianti, frasi sessiste sulle donne. Non possiamo accettarlo perché è un modo per limitare la nostra libertà, per ridurci al silenzio, per farci perdere autorevolezza, credibilità, fiducia in noi stesse. Veniamo attaccate per come ci vestiamo, per il nostro aspetto fisico, non per i nostri programmi, non per quello che diciamo. E il problema è che non è un prezzo da pagare normale per chi vuole fare politica, non è normale.

Forse è un prezzo che stiamo pagando in questa generazione e che hanno pagato le generazioni prima di noi, ma che non vogliamo che paghino le nostre figlie e le prossime generazioni; perché ogni volta che viene attaccata una donna non viene violato soltanto il diritto di quella donna, ma viene minacciata la democrazia, e io credo che ogni donna dovrebbe impegnarsi per difendere le altre donne oggetto di minacce e vittime di molestia, di qualsiasi partito politico siano, perché è una battaglia per la democrazia.

Vote: Promoting parliaments free of sexism and sexual harassment

The sitting was closed at 19:20