Every generation of women in politics has had battles to wage to make progress. Think of our grandmothers, thanks to whom we have suffrage for women. We have the possibility to stand in elections thanks to our mothers’ generation who fought for access to all kinds of roles, including the highest ones. I am proud to have been part of the first government in Italy to be made up of as many women as men. We had to wait for the Renzi Government in 2014 for that to happen.
Our generation’s battle to wage is to call for effective, substantial equality between men and women in politics. Anti-discriminatory measures are not enough when it comes to acceding to elected office. We need parity when it comes to election campaigns and women holding positions of leadership, but of course that is possible only if women are not being harassed, threatened and intimidated because they are women. That is why the report is particularly important. I thank the rapporteur, and the President for her support.
We need to tear aside this veil. Sometimes women do not denounce harassment, even in fully fledged democracies; they are afraid to. The report is a rather worrying snapshot of the situation in a number of our parliaments. Very often, it is the youngest women entering politics, and their families, who are the victims of sexual harassment. This kind of thing is happening in my country, Italy, where a government spokesperson has said that a woman’s role is not in politics, but in the kitchen, and women from opposing political parties have been compared to inflatable dolls.
We should not forget the role of social media; 75% of tweets and other posts are anonymous sexist comments targeting women, with a view, of course, to restricting our freedoms, so that we are undermined and lose confidence. We are criticised for our physical appearance and the way we dress, not our political ideas or manifestos. This is not the normal price to be paid by anyone who wants to engage in politics. It is the price that this generation of women and the previous one had to pay. Let us see to it that our daughters do not have to pay it. Every time a woman is attacked in this way, it violates not only her rights, but the democratic rights of all women. Every woman, no matter their political party, has to stand up for all other women who are victims of sexual harassment because this is a fight for democracy.
Chaque génération de femmes engagées en politique a eu des batailles à mener pour faire avancer ses droits. C’est grâce à nos grand‑mères que nous avons obtenu le droit de vote et le droit d’être élues. La génération de nos mères s’est aussi beaucoup battue pour que les femmes puissent occuper de hautes fonctions. Je suis fière, pour ma part, d’avoir fait partie du premier gouvernement totalement paritaire de mon pays, l’Italie ; mais il a fallu attendre 2014 et le gouvernement Renzi pour y parvenir.
Notre génération a aussi sa bataille à mener. Nous voulons une véritable parité entre les hommes et les femmes en politique. Les dispositions anti‑discrimination ne suffisent pas. Il faut une véritable parité dans les campagnes électorales, dans l’éligibilité, dans la possibilité d’accéder à de hautes fonctions politiques. Cela ne pourra se faire que si les femmes ne sont pas harcelées et intimidées parce qu’elles sont des femmes.
Quant au rapport dont nous discutons aujourd’hui, permettez‑moi de remercier vivement la rapporteure et la présidence de la commission car, y compris dans les démocraties les plus solides, de nombreuses femmes ne dénoncent pas les violences dont elles sont victimes par crainte d’être discréditées. Le rapport nous livre une image préoccupante de la situation des femmes, surtout des plus jeunes, des quadragénaires qui sont très engagées dans la défense de l’égalité et de la parité et qui, de ce fait, font l’objet de harcèlements, ainsi que leurs familles.
Dans mon pays, l’Italie, le porte-parole du Gouvernement a affirmé que la place des femmes était non pas en politique mais dans la cuisine. Certaines femmes appartenant à des partis d’opposition ont, pour leur part, été comparées à des poupées gonflables. Cela est inacceptable. Des forces politiques ont recours aux réseaux sociaux pour diffuser ce type de discours, souvent de façon anonyme. Des campagnes de haine sont menées, alimentées par des discours sexistes ; nous ne pouvons pas l’accepter car cela constitue une restriction de nos libertés. Ils veulent nous faire taire, nous faire perdre notre confiance en nous et notre crédibilité.
Nous sommes attaquées en raison de notre physique et de nos vêtements, non pas sur notre programme. Cela ne doit être, en aucun cas, le prix normal à payer pour une femme qui veut s’engager en politique. Certes, ce prix a été payé par les générations précédentes, mais nous refusons que nos filles et nos petites‑filles doivent le payer à leur tour. Lorsqu’une femme est attaquée, il s’agit non seulement d’une violation de ses droits mais aussi d’une menace pour la démocratie. Toute femme doit s’engager et défendre les femmes victimes de harcèlement, quel que soit leur parti politique, car il s’agit tout bonnement de mener une bataille en faveur de la démocratie.
Grazie, Presidente.
Ogni generazione di donne impegnate in politica ha avuto delle battaglie da combattere per far progredire i diritti. Pensiamo alle nostre nonne grazie alle quali si è affermato in molti Paesi il diritto di voto per le donne, la possibilità di essere elette, o alle generazioni delle nostre madri che hanno combattuto perché tutti i ruoli, anche i più alti nelle istituzioni e nel Governo, potessero essere ricoperti da donne.
Sono orgogliosa di aver fatto parte del primo Governo del mio Paese, l'Italia, composto da metà donne e metà uomini nel ruolo di ministri, ma abbiamo dovuto aspettare il Governo Renzi nel 2014 perché questo succedesse. La nostra generazione oggi ha una battaglia da portare avanti che è quella di affermare la parità effettiva, sostanziale, tra uomini e donne in politica. E non bastano le norme antidiscriminatorie per poter accedere alle cariche elettive, occorre anche che ci sia davvero una parità nella possibilità di svolgere le campagne elettorali, nella agibilità politica, nella possibilità di accedere alla leadership; questo avviene soltanto se le donne non sono molestate, minacciate, intimidite in quanto donne. Ecco perché il rapporto che oggi discutiamo è particolarmente importante.
Voglio ringraziare la relatrice ma anche la Presidente per il sostegno che ha garantito, perché squarcia un velo. Molte donne, anche nei parlamenti delle democrazie più solide, non denunciano le violenze o le molestie che subiscono perché temono di perdere autorevolezza o perché non ne hanno consapevolezza. Questo rapporto ci aiuta a vedere una fotografia preoccupante, in cui sono soprattutto le donne più giovani, sotto i 40 anni, e quelle più impegnate sul tema dei diritti e delle pari opportunità ad essere vittime di minacce e di molestie, e con loro le loro famiglie.
Del resto succede anche nel mio Paese, purtroppo, in Italia, che esponenti dell'attuale Governo si possano permettere di dire in televisione che il ruolo delle donne non è in Parlamento ma in cucina, o che usino in campagna elettorale bambole gonfiabili che rappresentano donne politiche di altri partiti. Io credo che questo non sia accettabile. Non è accettabile l'effetto emulativo che genera spesso nei sostenitori di quelle forze politiche che utilizzano i social network – e il rapporto giustamente sottolinea che nel 75% dei casi lo fanno in forma anonima – per vere e proprie campagne di odio con fake news, fotomontaggi raccapriccianti, frasi sessiste sulle donne. Non possiamo accettarlo perché è un modo per limitare la nostra libertà, per ridurci al silenzio, per farci perdere autorevolezza, credibilità, fiducia in noi stesse. Veniamo attaccate per come ci vestiamo, per il nostro aspetto fisico, non per i nostri programmi, non per quello che diciamo. E il problema è che non è un prezzo da pagare normale per chi vuole fare politica, non è normale.
Forse è un prezzo che stiamo pagando in questa generazione e che hanno pagato le generazioni prima di noi, ma che non vogliamo che paghino le nostre figlie e le prossime generazioni; perché ogni volta che viene attaccata una donna non viene violato soltanto il diritto di quella donna, ma viene minacciata la democrazia, e io credo che ogni donna dovrebbe impegnarsi per difendere le altre donne oggetto di minacce e vittime di molestia, di qualsiasi partito politico siano, perché è una battaglia per la democrazia.