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27 June 2019 morning

2019 - Third part-session Print sitting

Sitting video(s) 1 / 1

Opening of sitting No. 25

Elections: Judges to the European Court of Human Rights

Joint debate: Ending violence against children: a Council of Europe contribution to the Sustainable Development Goals / Stop violence against, and exploitation of, migrant children

Mr Viorel Riceard BADEA

Romania, EPP/CD

11:04:14

 

Cari colleghi,

vorrei prima di tutto congratularmi con le relatrici per l'iniziativa di elaborare queste relazioni sul tema della violazione dei diritti dei bambini nelle sue forme più gravi, cioè la violenza, l'abuso, lo sfruttamento e la tortura.

Mi esprimo come relatore della Commissione per gli Affari Sociali, per quanto riguarda l'impatto della migrazione e del lavoro sui bambini rimasti senza genitori nei loro Paesi di origine.

Cari colleghi, la protezione dei diritti dei bambini richiede un'attenzione molto grande da parte dei politici responsabili e in questa ottica vorrei salutare ancora una volta i procedimenti intrapresi negli ultimi anni dal Consiglio d'Europa e complessivamente dell'Assemblea parlamentare per combattere, dandole precedenza, la violenza sui bambini.

Una prova in questo senso viene rappresentata anche dall'attuale strategia del Consiglio d'Europa per quanto riguarda i diritti dei bambini, 2016-2021, che ha come meta principale la protezione dei bambini dalla violenza e allo stesso tempo, nella messa in atto dell'agenda 2030, per lo sviluppo duraturo delle Nazioni Unite.

In questo approccio, per difendere i diritti dei bambini, è cruciale che i Parlamenti nazionali nella loro funzione legislativa si impegnino sia nella messa in atto che nel monitoraggio degli obiettivi per lo sviluppo duraturo; in questo caso si sta parlando dell'obiettivo 16.2 che fa riferimento alla lotta contro l'abuso e la violenza verso i bambini.

Sono pienamente d'accordo nel sostenere la proposta, compresa nella relazione, di organizzare nei Parlamenti nazionali dei dibattiti sulle misure prese per combattere la violenza sui bambini. Durante questi dibattiti, con i protagonisti, si può valutare l'efficacia delle misure prese e possono essere individuate delle soluzioni valide per gli aspetti restanti, anche in seguito alle raccomandazioni rilevanti dell'Assemblea.

D'altronde, le azioni di prevenzione e combattimento della violenza verso i bambini suppongono l'assicurarsi di una pianificazione del budget per più anni e fondi sufficienti, destinati ad offrire una prevedibilità di queste azioni e di generare risultati concreti, tuttavia la situazione dei bambini migranti, soprattutto di quelli non accompagnati, è estremamente precaria e il loro statuto richiede una protezione speciale, con misure adeguate da parte delle istituzioni abilitate degli Stati sui cui territori arrivano questi bambini. La detenzione dei minorenni non accompagnati è una misura totalmente inadeguata, con effetti irreversibili che incidono sull'ulteriore sviluppo degli stessi.

Con tali effetti si confrontano anche i bambini i cui genitori sono andati al lavoro all'estero, perché le persone a cui sono lasciati in affidamento nel loro Paese non riescono a rimpiazzarne l'affetto.

Faccio di nuovo le mie congratulazioni per l'eccellente relazione. Grazie. 

Ms Maria RIZZOTTI

Italy, EPP/CD

11:57:38

Grazie, Presidente.

Nell'ambito delle politiche di accoglienza e integrazione degli immigrati, negli ultimi anni il Parlamento italiano è intervenuto più volte sulla disciplina delle tutele nei confronti dei minori stranieri non accompagnati.

Nel 2017 è stata approvata una legge organica sui minori stranieri presenti in Italia, che ha rafforzato enormemente le tutele nei loro confronti. Il problema non sono certamente i bambini, solo lo 0,7% è sotto i 6 anni e il 5% è sotto i 14 anni - i bambini vengono subito mandati nelle case famiglia e assistiti psicologicamente con l'interprete - ma i giovani che dicono di essere minorenni e possono dimostrare di avere forse anche più di 20 anni.

Per legge non possono avere atti medici, se non sono consenzienti, come la panoramica dentaria o la radiografia del polso per accertare più o meno la loro età. Hanno subito a disposizione un tutore legale, che in genere è il prefetto o  il questore; hanno lo psicologo, l'interprete, il mediatore culturale e un medico per convincerli a fare gli accertamenti. Anche nel caso - e succede il più delle volte - in cui non accettano, vengono ugualmente inseriti nel sistema di protezione fino alla domanda per avere il permesso di soggiorno stabile, quando raggiungono presumibilmente i 18 anni. Nel frattempo hanno tutto quello che hanno i bambini italiani, usufruendo ovviamente del nostro sistema scolastico e sanitario che, come sapete, In Italia è gratuito.

I paesi di maggiore provenienza sono Egitto,  Gambia, Costa d'Avorio, Nigeria, Mali. Solo 100 bambini sono arrivati nel 2017 dall'Afghanistan, rispetto ai 1.100 della Nigeria.

Il 93% sono maschi, solo il 7% sono femmine.

Nel 2015 vi sono stati circa 8.500 minori, per arrivare al 2017 con più di 25 minori non accompagnati nel nostro paese. Più di 4.324 sono irreperibili, probabilmente già fatti arrivare nel nostro paese dai trafficanti di esseri umani, d'accordo con la malavita organizzata.

Da un'indagine da me condotta nella Commissione per la Tutela dell'Infanzia e dell'Adolescenza in Senato è emerso come nei centri di accoglienza circa 6 ragazzi su 10 dopo due giorni avevano già un cellulare e abiti nuovi, quindi c'è il rischio che siano già nelle mani della criminalità dello spaccio nel nostro Paese. I bambini, sotto i 18 anni, che sono usati per spacciare la droga non possono essere arrestati. Le femmine sono avviate alla prostituzione.

Per questo credo che l'Unione Europea debba intervenire per garantire e dare una chiara normativa a Paesi che da soli devono affrontare tutto questo e dare ai minori una reale tutela, sicurezza e integrazione. Grazie. 

Next sitting at 3.30pm

The sitting was closed at 12.00