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15 March 2022 afternoon

2022 - Extraordinary session Print sitting

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Opening of the sitting No. 4

Debate (continued): Consequences of the Russian Federation's aggression against Ukraine

Mr Manuel VESCOVI

Italy, EC/DA

16:47:24

Grazie Presidente,

innanzitutto grazie anche per questa opportunità di aver convocato l'Assemblea in sessione straordinaria.

Nella mia mente, nel mio cuore, ma penso in ognuno di noi sono impresse le immagini che vediamo in televisione. Io penso alla dipendente che ieri nella TV di Stato russa ha detto di no alla guerra e oggi nei nostri media dicono che questa donna sia scomparsa.

Penso a quella mamma, quella bambina, che abbiamo visto in immagini che sono morte insieme. Penso a Lisa che è stata colpita da un proiettile. Quando pensi a queste cose, la mia speranza è che veramente oggi ti tocca il cuore, ti tocca tutto, perché sei sconvolto della guerra in Europa così vicina.

Per cui voglio ringraziare tutti i Paesi che stanno dando una mano ai profughi.

Penso che noi oggi, tutti insieme, Io sono convinto che oggi tutti insieme voteremo questa risoluzione, ma penso che oggi il Consiglio d'Europa debba votarla all'unanimità.

Questa è la mia speranza per dare un segnale forte che va bene discutere, va bene discutere in modo anche animato, ma non si deve mai passare alla guerra, mai.

Questa è un invasione, un popolo è stato invaso, io penso che oggi il Consiglio d'Europa debba farlo all'unanimità, prendere le distanze dalla da questa invasione, che poi è una guerra.

Per cui ben venga l'aiuto anche da parte nostra, del Paese, ma penso ogni stato oggi si è messo a disposizione per aiutare i profughi.

Ho sentito prima la mia collega che ha lasciato l'Ucraina per dare un futuro ai propri figli e per raccontarci dal vivo che cosa sta succedendo lì, anche se comunque lo apprendiamo dai giornali.

Per cui da parte nostra la totale approvazione di questa risoluzione.

Spero che sia votata all'unanimità.

Grazie Presidente.

Ms Elena-Simona SPĂTARU

Romania, ALDE

18:13:02

La Romania condanna fermamente l'attacco criminale della Federazione Russa contro l'Ucraina.

L'invasione russa dell'Ucraina viola in modo sfacciato l'ordinamento giuridico internazionale del secondo Dopoguerra, facendo sì che l'Europa sia testimone della peggiore aggressione militare delle ultime decadi.

Unisco fermamente la mia voce a supporto degli innumerevoli appelli alla Federazione Russa di fermare immediatamente e incondizionatamente la guerra contro l'Ucraina e di rispettare gli obblighi del diritto internazionale umanitario, di permettere l'evacuazione sicura dei civili, così come l'accesso sicuro e senza ostacoli agli aiuti umanitari per tutti i bisognosi.

Uccidere le persone civili in tempo di guerra è una gravissima violazione della convenzione di Ginevra e dei suoi protocolli. Rappresenta un crimine di guerra e un crimine contro l'umanità. I suoi diretti responsabili ne devono rispondere davanti alle corti internazionali competenti.

Sono state perse così tante vite ucraine soltanto per gli interessi e la smisurata ambizione di Vladimir Putin di riportare in vita l'Unione Sovietica.

La Romania sostiene pienamente le misure sostanziali, l'imposta alla Federazione Russa a seguito dell'aggressione militare contro all'Ucraina.

Il nostro Paese ha risposto alla richiesta di assistenza dell'Ucraina anche tramite il meccanismo europeo di Protezione Civile.

Ma molto più importante è stata l'ingente mobilitazione dei cittadini della Romania i quali hanno espresso la loro solidarietà ai vicini ucraini offrendo loro cibo, acqua e alloggio. Per di più un hub logistico è stato realizzato nel nostro Paese affinché le donazioni internazionali di aiuti umanitari vengono raccolte e trasportate all'Ucraina e ai suoi cittadini.

Mi auguro che questa guerra possa finire presto e che la via della diplomazia possa prevalere per fermare la perdita di queste vite innocenti.

Slava Ucraini.

Ms Marica MONTEMAGGI

San Marino, SOC

19:05:29

Grazie Presidente,

cari colleghi,

ogni azione che viola il diritto internazionale, che impone il ricorso alle armi di chi difende la propria terra, il proprio stato è da condannare con fermezza.

Questa guerra origini lontane, le gravi conseguenze sulla popolazione civile sono sotto i nostri occhi, la violazione dei diritti umani, la paura che costringe i cittadini a lasciare la propria casa, la propria famiglia e scappare da chi pretende con la violenza di imporre la propria ragione.

La Repubblica di San Marino non intende guardare in disparte, ma esercitare la sua storica neutralità attivamente. Non smetto di credere che i governi devono fare ogni sforzo affinché la diplomazia, la ripresa del dialogo siano gli strumenti unici ed efficaci per mettere fine alle aggressioni, per tornare al rispetto del diritto internazionale, e per seguire la pace e garantire al popolo ucraino la propria autodeterminazione democratica.

I corridoi umanitari, le misure umanitarie devono essere assicurate affinché i cittadini ucraini che chiedono rifugio possano farlo nella maggiore sicurezza possibile. Le donne stanno dimostrando tutto il loro coraggio e la loro forza nell'affrontare il lunghissimo viaggio insieme ai loro bambini, per ricongiungersi ad essi.

Sappiamo bene quanto sia vulnerabile la condizione delle donne e dei minori, soprattutto in tempo di guerra. Nel nostro Paese sono partite  tantissime iniziative volontarie, la comunità ucraina nella nostra Repubblica è la seconda per dimensione e ciò che la popolazione sta dimostrando a livello umano è incredibile. Vorrei pertanto dire alle colleghe e ai colleghi ucraini che non siete soli, che i vostri concittadini non sono soli. In questo momento tutti stanno mettendo da parte.

San Marino è un piccolo Stato di circa 34.000 persone, ad oggi più di 170 ucraini sono stati accolti. Non è questo il contesto per parlare delle sanzioni che comunque la comunità internazionale mette in campo per isolare la Russia per la sua avanzata violenta, ma non devono interrompere il fatto quei legami che, anche se in contrasto, sono necessari affinché il dialogo non si esaurisca lasciando la sola risposta violenta.

Auspico che i negoziati possano continuare a svolgersi e portare al cessate il fuoco. Qualsiasi parere verrà espresso in questa assemblea riguardo alla Federazione Russa non deve interrompere il legame e l'attenzione verso la società civile russa.

Il Consiglio d'Europa deve continuare a mantenere la sua attenzione, la responsabilità verso i milioni di cittadini russi che devono poter contare e credere nella convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.

 

Thank you.

Mr Paolo GRIMOLDI

Italy, EC/DA

19:43:04

Grazie signor Presidente,

Grazie anche a tutti voi per l'interessante dibattito che abbiamo avuto.

Io voglio sottolineare, penso, che sia l'ora della fermezza, che sia l'ora però anche della responsabilità e della solidarietà.

Io faccio parte dei pochi colleghi che ho sentito oggi che sono andati in loco a vedere cosa sta succedendo: la settimana scorsa sono stato in Polonia, ho avuto modo di andare al confine ucraino e ho visto anche il dramma umanitario al quale stiamo assistendo.

E siccome qui, al Consiglio d'Europa, noi ci occupiamo anche soprattutto di diritti umani, penso che sia un qualcosa che debba riguardare l'attenzione di tutti quanti noi.

Ho incontrato l'onorevole Mr. Mykyta POTURAIEV che è capo delegazione Ucraina allo OSCE. Ci ha detto quelle che sono le problematiche primarie e il mio grazie va soprattutto alla Polonia, che ha questa mattina aveva preso 1.800.000 ucraini in difficoltà e agli altri paesi confinanti, tra cui l'Ungheria, la Slovacchia la Romania e quant'altro.

Lasciatemi dire che a loro va un grande grazie e trovo quantomeno singolare, e oggi questo non l'ho sentito dire da nessuno, che il Parlamento Europeo, con un tempismo quasi comico sanziona la Polonia e l'Ungheria proprio nel momento in cui la Polonia e l'Ungheria fanno parte dei Paesi che stanno facendo il massimo sforzo per cercare di prendersi cura di questo dramma umanitario.

Quindi quantomeno domandarsi se la tempistica sia stata appropriata, perché in questo momento penso che alla Polonia gli altri Paesi dell'est Europa vada aiuto e non sanzioni.

Tra l'altro alcuni di questi Paesi sono stati anche criticati in passato per l'atteggiamento sull'immigrazione, oggi ci rendiamo conto che invece quando arrivano i rifugiati veri questi paesi meritano un grande grazie e un grande rispetto.

Dopodiché passiamo anche l'aspetto pragmatico, ci sono dei problemi di carattere gestionale.

Mi segnalano che tanti ucraini che arrivano in Europa non riescono neanche a cambiare le loro monete, perché nelle banche europee non cambiano la grivnia e la moneta ucraina. Queste sono piccole cose, se volete, ma sono fondamentali per cercare di aiutare queste persone.

Oggi la Germania ha comunicato al governo ucraino e al governo polacco di fermare i treni di questi rifugiati, di questi profughi, di questa gente che si sposta anche in Germania. Ecco io invece penso che debba prevalere la solidarietà in questo momento.

Non fermare i treni, ma cercare di spostare e dare assistenza a questa gente un pò su tutto il territorio europeo. E lasciatemi concludere con un'ultima nota: proprio dalla Germania qualche tempo addietro ci fu una ragazza, Carola Rackete, che criticò il governo italiano perché fermava i migranti economici. Ecco siccome questa volta parliamo di rifugiati veri, che scappano dalla guerra, mi domando dove sia finita Carola Rackete.

Grazie.

Vote: Consequences of the Russian Federation's aggression against Ukraine

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The sitting is closed at 8:50 p.m.