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23 June 2021 morning

2021 - Third part-session Print sitting

Sitting video(s) 1 / 1

Opening of the sitting No. 19

Current affairs debate: The situation in Belarus: a threat to the whole of Europe

Mr Roberto RAMPI

Italy, SOC

10:39:03

Signor presidente, signori colleghi,

Io ho una passione, lo confesso, per la Bielorussia. Ho avuto l'onore, ho avuto il piacere con alcune organizzazioni, con alcune ONG, di andare in quel meraviglioso paese diversi anni fa, prima che accadesse tutto ciò a cui stiamo assistendo e di cui stiamo discutendo questa mattina, proprio per portare avanti una campagna per la moratoria internazionale della pena di morte e per l'abolizione della pena di morte in Bielorussia, che avrebbe permesso, così speravamo allora, di far entrare a pieno diritto la Bielorussia in questo consesso, in questa assemblea parlamentare, e di colmare quel vuoto che oggi oggettivamente rappresenta l'assenza di questo paese in questa organizzazione che copre l'intero campo geografico dell'Europa intesa nel senso più largo possibile e che vede proprio quella carenza, quel buco, che ovviamente non è un buco di territorio.

Non ci mancano qua dentro delle montagne, dei laghi, dei fiumi. Ci mancano milioni di persone, milioni di persone che non sono protette dalla corte internazionale dei diritti dell'uomo, che non sono protette dal tribunale, che non sono protette da tutti quegli impegni e quelle discussioni che noi riusciamo a portare avanti, con fatica anche, in questa assemblea parlamentare dove è possibile che colleghi, appunto, armeni e azeri, che stanno vivendo una situazione drammatica nelle loro terre siano qui seduti insieme a discutere e quindi a far valere le parole invece delle armi, e dove succede appunto la stessa cosa per quanto riguarda tante altre questioni aperte. Penso ai rapporti tra Russia e Ucraina ecc.

Ecco io credo che sia davvero importante, sarebbe davvero importante, poter affrontare ciò che sta succedendo in Bielorussia con la Bielorussia come membro, come parte di questo consesso. E allora quello che è successo da allora, da quella mia prima visita ad oggi, è andato esattamente nella direzione opposta di quello che auspicavamo. Il regime bielorusso invece che, diciamo, incontrare, maturare alcuni degli obiettivi che questa assemblea parlamentare, che questo Consiglio d'Europa nel suo complesso provava a dare, ha fatto dei significativi passi indietro.

Oggi ci sono oppositori politici in carcere. Abbiamo sentito in quali condizioni ho avuto la fortuna, ma anche, come dire, la tristezza di essere in contatto con alcuni di loro, di perdere il contatto, di scrivere loro delle lettere che spero abbiano letto, ma di cui non so nulla.

Io credo che noi dobbiamo tenere alta questa bandiera. Noi dobbiamo tendere la mano al popolo bielorusso e dobbiamo pretendere con la forza dell'intelligenza, con la forza della democrazia, che la Bielorussia e i suoi cittadini possano entrare nell'alveo dei paesi democratici del Consiglio d'Europa.

Grazie.

Ms Marta GRANDE

Italy, NR

13:01:11

(Discorso in italiano non pronunciato, Regolamento Art. 31.2)

Grazie Presidente,

La situazione politica bielorussa è indubbiamente preoccupante., soprattutto sotto il profilo della violazione di numerosi diritti umani.

In questo momento, però, voglio approfondire ed ampliare il tema dei diritti umani in Bielorussia portando un esempio di cooperazione che invece deve andare avanti e che narrato qui, in questa assemblea, ha un valore aggiunto.

Dalla tragedia di Chernobyl sono nati dei programmi solidaristici di accoglienza temporanea che da trent’anni portano in Italia, per brevi periodi di risanamento, migliaia di bambini e adolescenti stranieri. I mesi passati in Italia sono per loro terapie del corpo e dell’anima.

Sono Vite segnate dalle radiazioni, ma anche da solitudine, condizioni familiari difficili e povertà, incontrano il calore di famiglie accoglienti. Ne nascono legami che travalicano confini e generazioni, dialoghi che continuano e si alimentano anche quando i bambini sono in patria o quando le estati passate insieme diventano felici ricordi d’infanzia.

Si parla di 5000 bambini, per 200 dei quali è stata anche portata avanti la richiesta di adozione, che sperano di poter tornare in Italia questa estate.

È giusto e necessario che queste accoglienze continuino, soprattutto ora, soprattutto nel momento in cui si sta inasprendo uno scontro politico, in un periodo pandemico.

Ricordiamoci delle vite di questi ragazzi. Ricordiamoci che la tutela dei diritti umani passa anche da questi progetti.

High Level Panel and interactive debate: Council of Europe Convention on preventing and combating violence against women and domestic violence (Istanbul Convention): 10 years on

Ms Maria RIZZOTTI

Italy, EPP/CD

12:24:46

Sono 34 su 47 i paesi del Consiglio d'Europa, ma a 10 anni dalla ratifica della convenzione di Istanbul c'è un rigurgito di mentalità prevaricatrice nei confronti della donna e la dimostrazione è il fatto che la Turchia, che l'ha ratificata per prima, si è sfilata. E temo che altri ne seguiranno.

I fondamentalismi hanno molte facce, la loro paura è la perdita di controllo sulle donne e la loro autodeterminazione. Penso alle 63 bambine e ragazze uccise a Kabul in una scuola poco tempo fa. Penso a Saman Abbas, giovane pakistana di 18 anni uccisa in Italia un mese fa dalla sua famiglia perché aveva rifiutato il matrimonio combinato. I servizi sociali italiani l'avevano protetta e ospitata, ma lei decide di tornare a casa dopo un messaggio ingannevole di sua madre e la sera stessa è stata strangolata.

Dedico questo mio intervento a Saman e a tutte le Saman che vivono nei nostri paesi che vogliono vivere come le loro compagne di scuola, come le nostre figlie e invece subiscono violenza e spesso la morte per il fondamentalismo, l'integralismo delle loro famiglie, e che noi, con le nostre leggi, non riusciamo ancora a proteggere.

Grazie, Presidente.

The sitting is closed at 1 p.m.

Next sitting at 4 p.m.