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jeudi 22 avril 2021 matin

2021 - Deuxième partie de session Imprimer la séance

Vidéo(s) de la séance 1 / 1

Ouverture de la séance n° 14

Discours : Communication du Comité des Ministres

Débat selon la procédure d'urgence : L'arrestation et la détention d'Alexei Navalny en janvier 2021

Vote : L'arrestation et la détention d'Alexei Navalny en janvier 2021

Demande d’explication de vote

Débat selon la procédure d'urgence : Le fonctionnement des institutions démocratiques en Turquie

M. Piero FASSINO

Italie, SOC

12:22:09

Grazie molte.

Ma… io vorrei dire questo ai colleghi turchi, all’onorevole YILDIZ e agli altri: che non c'è nel Consiglio d'Europa un pregiudizio verso la Turchia. Questo atteggiamento dei nostri colleghi turchi di presentarsi sempre come vittime di un pregiudizio, di un preconcetto non è fondato.

La Turchia è un grande paese, noi lo sappiamo. La Turchia ha avuto, attraverso un suo autorevole esponente, la presidenza di questa assemblea qualche anno fa. La Turchia è un paese ascoltato e, se ne discutiamo, ne discutiamo proprio perché consideriamo la Turchia importante. Quello che noi chiediamo e che la Turchia rispetti le regole fondamentali che il Consiglio d'Europa sancisce e in cui tutti i paesi, la Turchia compresa, si riconoscono.

Noi siamo assolutamente solidali contro chiunque lotta contro il terrorismo, ma la lotta contro il terrorismo non si può tradurre nel fatto che diventano terroristi tutti coloro che esprimono dissenso. Io mi rifiuto di credere che Demirtaş, il leader dell’HDP, sia un terrorista. Così come rifiuto di credere che 51 sindaci curdi siano tutti terroristi e sono stati per questo tutti rimossi dalle autorità turche violando diciamo il mandato elettorale dei cittadini.

Mi rifiuto di credere che qualsiasi giornalista che esprime una critica al governo Erdoğan diventi immediatamente un fiancheggiatore del terrorismo. E io non credo che sia possibile accettare che in un paese democratico si licenzino migliaia di dipendenti pubblici, magistrati, insegnanti per il solo fatto che vengono sospettati di essere in dissenso con chi guida il paese.

La Turchia, certo, è un grande paese democratico. Lo ha dimostrato l'anno scorso il voto elettorale che in tutte le grandi città ha premiato i candidati dell'opposizione e non i candidati del partito di governo. Ma proprio per questo noi insistiamo sul fatto che debbano essere rispettate le regole che stabilisce il Consiglio d'Europa. Questo chiediamo.

Non chiediamo alla Turchia di limitare la sua sovranità. Non assumiamo nessun atto di ingerenza sulle sue scelte politiche. La Turchia ha il diritto di condurre le sue scelte politiche interne di politica estera sulla base del mandato che gli elettori gli danno e che il parlamento turco approva.

Quello che chiediamo però è che la Turchia aderisce al Consiglio d'Europa, si è impegnata a rispettare i principi fondativi del Consiglio d'Europa, e chiediamo che li rispetti. Rispetti le sentenze della Corte europea, rispetti il principio di riconoscimento di tutela dei diritti umani che sono previsti, rispetti le regole democratiche che sono fondamentali in ogni paese democratico e sono alla base del Consiglio d'Europa.

Questo chiediamo.

E la raccomandazione, la risoluzione, che io approvo, e ringrazio i relatori, dice esattamente questo.

Grazie.

Vote : Le fonctionnement des institutions démocratiques en Turquie

Demande d’explication de vote

Clôture de la partie de session

La séance est levée à 13h00