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jeudi 22 juin 2023 après-midi

2023 - Troisième partie de session Imprimer la séance

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Ouverture de la séance n° 18

Débat conjoint selon la procédure d'urgence : Les conséquences politiques de l’agression de la Fédération de Russie contre l’Ukraine / Guerre d’agression contre l’Ukraine – Participation des athlètes russes et bélarussiens aux Jeux Olympiques et Paralympiques de Paris 2024?

M. Piero FASSINO

Italie, SOC

16:38:39

"Grazie, parlerò in italiano, sul canale 4." [spoken in English]

Signor Presidente,

La guerra, come sappiamo tutti, continua. E continuano le sofferenze, le distruzioni, le vittime. E si moltiplicano gli appelli a fermare le armi, a cercare di avviare un negoziato di pace.

E le iniziative sono molte: il Vaticano, i presidenti africani, Luiz Inácio Lula da Silva, la Cina e tanti altri. Ma questi sforzi per cercare una soluzione di pace sono vanificati dalla scelta di Vladimir Putin di annettere i territori del Donbass e la Crimea.

Vedete, c'è una differenza tra occupare militarmente un territorio e annetterlo. Perché da un territorio occupato ci si può sempre ritirare sulla base di un accordo, da un territorio annesso non ci si ritira più, perché se tu annetti un territorio dici "quello è mio e non intendo restituirlo".

E quindi, a tutti quelli che invocano un negoziato, io dico: attenzione che l'oggetto del negoziato non c'è. Perché Putin ha annesso i territori e non intende restituirli. Gli ucraini legittimamente rivendicano che quei territori appartengono alla loro sovranità.

E quindi io credo che dobbiamo essere molto consapevoli che soltanto il ritiro russo dai territori annessi può creare le condizioni per una pace. Questo è inevitabile.

Ieri il segretario di stato Vaticano Pietro Parolin, che certamente è molto impegnato con l'iniziativa di pace vaticana, ha dichiarato che non vede nell'immediato prospettive per fermare le armi e prospettive di negoziato. È significativo che lo abbia detto.

Quindi io credo che noi dobbiamo sostenere in ogni modo l'Ucraina e mantenere fortemente le pressioni.

Tra queste pressioni, oltre alle sanzioni c'è anche come evitare che lo sport sia una vetrina per il regime di Putin.

Ora, noi sappiamo che la Russia quando va alle Olimpiadi ci va con una squadra di atleti forti in ogni disciplina.

Se guardiamo i medaglieri delle Olimpiadi, la Russia è sempre tra i primi tre paesi per medaglie conquistate.

Il che significa che anche questa volta la Russia cercherà di rendere evidente la propria forza sportiva, ma che diventa un argomento di valorizzazione, di enfatizzazione che Putin utilizzerà sulla scena internazionale.

Quindi io credo che per questo noi dobbiamo cercare di evitare che gli atleti russi possano partecipare alle Olimpiadi, non perché abbiamo qualcosa contro questi atleti e il loro diritto alla disciplina sportiva, ma per evitare che siano utilizzati come strumento di propaganda da parte di Putin.

Infine un'ultimissima considerazione.

Noi qui abbiamo messo come titolo del primo nostro rapporto "Conseguenze della guerra Ucraina".

Attenzione che le conseguenze sono molte.

Penso per esempio al fatto che si manifesta sempre di più una contrapposizione West-Rest e noi dobbiamo convincere invece il mondo che la guerra Russo-Ucraina non è un problema che riguarda solo l'Europa e il rapporto tra l'Europa e la Russia.

Pensiamo alle conseguenze nel Mediterraneo dove la Russia è molto presente per relazioni storiche con l'Egitto, con l'Algeria, perché è in Siria, perché è nel Sahel con la Wagner, perché in questo momento nel Mediterraneo la Russia ha la più grande flotta che mai abbia avuto in quel mare.

Ecco, credo che dovremmo valutare tutto e sapere quindi che continuare a sostenere l'Ucraina è essenziale per l'Ucraina ma anche per la stabilità e la pace internazionale.

Grazie.

Vote : Les conséquences politiques de l’agression de la Fédération de Russie contre l’Ukraine / Guerre d’agression contre l’Ukraine – Participation des athlètes russes et bélarussiens aux Jeux Olympiques et Paralympiques de Paris 2024?

Débat : Assurer un accès libre et sûr par le corridor de Latchine

Mme Elisabetta GARDINI

Italie, CE/AD, Porte-parole du groupe

18:05:30

Grazie Presidente,

Cari colleghi,

Noi oggi parliamo di un’area, il Caucaso, che è un crocevia strategico in termini di connettività globale. È una regione con un potenziale incredibile che può però essere realizzato appieno solo con una reale cooperazione tra Armenia e Azerbaijan.

Da un lato, siamo incoraggiati dall'intensificazione dei contatti tra le parti e, come evidenzia anche la risoluzione, accogliamo con favore il reciproco riconoscimento dell’integrità territoriale da parte dell’Armenia e dell’Azerbaijan: è sicuramente un primo passo importante verso la soluzione di un conflitto che perdura ormai da troppo tempo. Tale riconoscimento dovrebbe permettere alle popolazioni di vivere in pace e sicurezza all'interno dei propri confini.

Ma in questo momento, come è stato ricordato, siamo tutti molto preoccupati per la situazione nel corridoio di Lachin. Abbiamo seguito con attenzione le notizie relative agli sviluppi sul terreno nonché il dibattito di questi giorni in commissione e siamo consapevoli che ci troviamo di fronte a due narrative contrapposte.

Al riguardo non possiamo non ricordare che, in base all’accordo tripartito del 2020, il corridoio dovrebbe essere controllato da un contingente di peace keeping della Federazione Russa, e che proprio in virtù di questo accordo, Mosca ha assunto nuovamente un ruolo geopolitico importante nell’area. 

Del resto, i persistenti scontri che hanno causato per entrambi i popoli migliaia di vittime e di rifugiati destano da sempre grandi preoccupazioni nella comunità internazionale e rappresentano il principale ostacolo alla pace e alla stabilità dell'area, agevolando mire espansionistiche da parte di attori terzi che potrebbero anteporre i loro interessi economici e politici al benessere e alla pace dell’area.

Ricordiamo in ogni caso che il corridoio di Lachin deve consentire il passaggio della popolazione e dei beni ma non deve essere assolutamente usato per scopi militari.

Ci aspettiamo dunque che entrambi i paesi aumentino gli sforzi verso una de-escalation delle tensioni, con un atteggiamento costruttivo volto a favorire una convivenza realmente pacifica, sulla base del rispetto dei principi internazionali contenuti nella Carta delle Nazioni Unite, della sovranità e dell’integrità territoriale, e più in generale del divieto dell’uso della forza armata nelle relazioni internazionali.

Auspichiamo che i colloqui che dovrebbero tenersi la settimana prossima a Washington diano risultati incoraggianti, così come sosteniamo la missione UE di osservazione sul terreno (EUMA) e l’azione di facilitazione europea volta a favore di una soluzione complessiva.

Consentitemi anche da italiana di ricordare che la mia nazione vanta storici e importanti rapporti sia con l'Azerbaijan che con l’Armenia e, in virtù di tali solidi legami con entrambe le parti, l’Italia è davvero motivata a promuovere il tanto atteso percorso di normalizzazione e stabilizzazione della regione.

Analogamente signor Presidente, noi ci auguriamo che questa Assemblea sostenga con tutti gli strumenti a disposizione questo processo di normalizzazione dei rapporti tra l’Armenia e l'Azerbaijan, due paesi, due popoli che ci stanno a cuore e che hanno tutto il diritto di vivere in sicurezza e in pace.

 

Grazie.

Vote : Assurer un accès libre et sûr par le corridor de Latchine

La séance est levée à 19h45