vendredi 26 janvier 2024 matin
2024 - Première partie de session Imprimer la séanceVidéo(s) de la séance 1 / 1
Merci madame le President,
Io parlerò in italiano.
Come sapete la Commissione monitoraggio ha un doppio incarico: quello di mettere in esercizio una valutazione sullo stato di applicazione degli impegni assunti da ogni paese sottoscrivendo la Carta fondativa del Consiglio d'Europa, e una verifica periodica sullo stesso tema con i paesi membri.
Per ciò che riguarda l'applicazione degli impegni assunti, noi abbiamo sviluppato un'azione di monitoraggio su 11 paesi: l'Albania, l'Armenia, l'Azerbaigian, la Bosnia, la Georgia, l'Ungheria, la Moldavia, la Polonia, la Serbia e la Turchia. Tutti i paesi dove si sono palesati in questi anni problemi relativi allo Stato di diritto e all'applicazione dei diritti civili.
Abbiamo poi sviluppato un'azione del post monitoraggio nella Bulgaria, nel Montenegro, nella Macedonia del Nord e infine abbiamo sottoposto a verifica periodica nell'ultimo anno San Marino e la Francia.
Per ciò che riguarda i paesi sottoposti a verifica, essendo molti adesso non parlerò di ogni paese, avete il rapporto, richiamerò quelli che sono ovviamente i temi che però si ritrovano in quasi tutti questi paesi nella nostra azione di monitoraggio.
Il tema dell'Indipendenza della Giustizia, spesso a rischio. Il tema della libertà di informazione, spesso messa in discussione da dai governi. Il tema della corruzione largamente diffusa, in particolare la corruzione di chi ha responsabilità governative e parlamentari o in sede giudiziaria.
Il rispetto delle minoranze, perché tutti i paesi che abbiamo sottoposto a monitoraggio hanno al loro interno delle minoranze. Il tema del rispetto dei diritti delle donne in particolare l'applicazione di norme, di regole che in coerenza con la Convenzione di Istanbul garantiscano la parità di genere.
Il tema del rispetto dei cittadini nei loro orientamenti sessuali in particolare il fatto che in molti paesi non si riconoscano questi diritti. E naturalmente temi più direttamente politici, come le leggi elettorali che spesso sono leggi elettorali che non danno rappresentatività a tutte le forze politiche. La non applicazione delle sentenze della Corte europea di giustizia: il caso Kavala è un caso di cui questa assemblea si è occupata più volte e continuerà a occuparsi ma non è l'unico caso.
Ci sono altri paesi di quelli sottoposti a monitoraggio che, con difficoltà, applicano le sentenze della Corte europea e di giustizia, che invece è un obbligo, a cui paesi che sono membri del Consiglio d'Europa hanno accettato di sottoporsi.
La polarizzazione politica: molti paesi, soprattutto dell'est europeo sono caratterizzati da una dialettica politica molto polarizzante, che porta spesso chi è sconfitto alle elezioni immediatamente a contestarle, a non riconoscerle, a delegittimare chi invece le ha vinte, con una polarizzazione che obiettivamente indebolisce lo Stato di diritto e il funzionamento della democrazia.
Nello sviluppare questa azione di monitoraggio ovviamente noi ci siamo avvalsi della cooperazione con la Commissione di Venezia, una cooperazione essenziale perché la Commissione di Venezia ci ha consentito con i suoi avis di dare forza e sostanza giuridica alle nostre raccomandazioni.
La cooperazione con il GRECO il comitato che si occupa della lotta alla corruzione.
Per quanto riguarda i paesi a revisione periodica, sono paesi la Francia e San Marino dove lo stato di diritto ovviamente è ampiamente rispettato, e tuttavia non mancano anche lì questioni che abbiamo richiamato. La condizione delle carceri, la tendenza dell'esecutivo a prevalere al di là di quello che è ragionevole e corretto sul potere legislativo, il rispetto dell'autonomia della magistratura: sono temi che sia pure in modo diverso rispetto ai paesi di cui ho parlato prima, si pongono anche in alcuni paesi diciamo di lunga democrazia come quelli che abbiamo sottoposto a revisione periodica.
I rapporti sulla base dei quali è stato redatto il rapporto finale sono stati fatti dai nostri rapporteur che hanno condotto visite missioni nei paesi investiti dall'azione di monitoraggio. In quei paesi si sono confrontati con i governi, con i parlamenti, con le con l'espressione della società civile e hanno alla fine prima di presentare il rapporto alla nostra commissione, discusso con i loro interlocutori anche del loro rapporto finale; in ragione tale da poter raccogliere tutte le osservazioni e tutte le considerazioni necessarie.
Quindi un lavoro molto approfondito, attento, e io desidero ringraziare qui tutti i nostri rapporteur che hanno condotto la loro attività.
Fa parte della Commissione Monitoraggio anche una sottocommissione per la risoluzione dei conflitti, laddove conflitti tra Paesi membri scoppiano, come per esempio tra Armenia e Azerbaijan di cui ci siamo occupati ampiamente.
L'esperienza di attività di questa sottocommissione ha portato il suo Presidente Mr Claude KERN a proporre di una evoluzione di questa sottocommissione, soprattutto trasformandolo in una commissione dedicata a mettere in campo meccanismi di allerta precoce laddove si manifestino conflitti, prima che questi conflitti possano scoppiare drammaticamente.
Alla conferenza ministeriale di Reykjavík, al quarto sommet ministeriale di Reykjavík, si è affrontato ovviamente, come tutti sappiamo la necessità di un rilancio, di un rafforzamento dell'attività del Consiglio d'Europa alla luce della centralità sempre più alta dei temi di cui ci occupiamo: lo stato di diritto, i diritti civili umani, i diritti delle minoranze, i diritti delle persone.
Credo che da Reykjavík sono venute indicazioni che consentiranno alla Commissione di Monitoraggio di migliorare il suo lavoro e, come Commissione, abbiamo ottenuto il 4 il 5 dicembre a Roma un importante seminario nel quale abbiamo appunto esaminato i seguiti di Reykjavík come questi seguiti debbano e possono migliorare il lavoro della Commissione per il Monitoraggio.
Questo è il rapporto che presento, naturalmente nel rapporto ci sono dettagliati tutte le nostre indicazioni paese per paese.
Vi ringrazio della vostra attenzione e vi invito a votare e approvare il rapporto.
Grazie.
Roumanie, ADLE, Porte-parole du groupe
12:13:46
Ringrazio la Presidente,
non sapevo che sarei stato il primo a parlare ma volevo ringraziarla.
Lei ha fatto un lavoro importante per noi, ho apprezzato molto la sua disponibilità, imparzialità, il suo modo di essere con i Membri della Commissione, e mi dispiace che non ho potuto partecipare anche al suo invito per essere a Roma per cose successe a casa.
Vi ringrazio per questo rapporto e vi ringrazio anche per il modo in cui lei ha presentato l'ultimo rapporto molto importante sulla situazione in Israele.
So che c'è stata una grande pressione in questo caso, ma credo che il rapporto c'è stato accettato da tutte le parti e vi felicito per questo rapporto.
Grazie.
L'onorevole Mr Iulian BULAI ha giustamente iniziato il suo intervento dicendo: noi non siamo perfetti e nessuno stato è perfetto, e ha ragione.
L'onorevole Mr Andrej HUNKO ha detto: in questo esercizio che facciamo di verifica sullo stato di applicazione della Carta dei diritti del Consiglio d'Europa non ci sono maestri, non ci sono scolari, è altrettanto giusto.
Io aggiungo: noi non siamo un tribunale. Il Consiglio d'Europa ha uno strumento di giurisdizione che è la Corte europea di giustizia.
Noi siamo una Commissione del Consiglio d'Europa che ha come obiettivo quello di verificare lo stato di attuazione, incoraggiare laddove questi diritti non vengono rispettati, o comunque sono incerti ad applicarli, accompagnare i paesi in questa applicazione con proposte, con indicazioni, attraverso le nostre raccomandazioni e risoluzioni, in uno spirito che è positivo perché il nostro obiettivo non è quello di giudicare, il nostro obiettivo è che i diritti fondamentali dei cittadini siano rispettati.
Noi sappiamo come la democrazia ha bisogno di implementare ogni giorno la sua credibilità nel rispetto dei diritti dei cittadini: i diritti individuali come i diritti collettivi della minoranze, i diritti relativi all'indipendenza della magistratura, la libertà di informazione, gli standard democratici nell'attività nella vita politica di un paese...
Insomma anche quei diritti sociali che le emergenze e che la vita del mondo ci pongono. Penso al fatto che questa Assemblea si è occupata attentamente dei diritti che derivavano dall'emergenza sanitaria connessa al Covid; così come questa Assemblea si occupa, ci sono stati dei rapporti anche in questa sessione, dei diritti che derivano dalla evoluzione climatica e dai problemi che pone il cambiamento climatico alla vita del mondo e alla vita delle persone.
Quindi noi abbiamo bisogno sempre di mettere al centro della nostra iniziativa, appunto, la capacità di poi verificare e intervenire laddove i diritti non sono sufficientemente ottemperati.
Naturalmente questo lavoro incontra chi, e sono la maggioranza dei paesi,accoglie le nostre indicazioni, e anche chi resiste. Il caso dell'Azerbaijan è un caso evidente: non a caso ieri abbiamo assunto una procedura di sospensione, perché gran parte delle indicazioni che la Commissione di monitoraggio ha dato sulla Azerbaigian non sono state ottemperate, addirittura è stato ostacolato il lavoro dei nostri rapporteur. Oppure ci sono casi come ho già richiamato, quello della Turchia che non ottempera le sentenze della CEDU, il caso Kavala, e non soltanto il caso Kavala.
Noi sentiamo il dovere di intervenire, soprattutto, laddove il non rispetto dei diritti si traduce spesso in misure repressive di incarcerazione di giornalisti, di esponenti politici o di cittadini. Voglio citare qui il caso di una cittadina italiana, Ilaria Salis, che è detenuta in con condizioni assolutamente disumane in Ungheria in queste settimane, e colgo l'occasione anche da questa tribuna per chiedere che la sua condizione venga invece risolta, consentendo a Ilaria Salis quelle condizioni assolutamente essenziali che noi riconosciamo a tutti coloro che sono soggetti a un procedimento giudiziario.
Questo è quanto io ritenevo di dover dire e lasciatemi, Presidente un secondo finale, per esprimere un ringraziamento.
Questo è il mio ultimo atto come Presidente della Commissione Monitoraggio che ho presieduto per due anni. Ringrazio coloro che sono intervenuti qui in aula per gli apprezzamenti che hanno espresso e che, naturalmente sono molto gratificanti per me, ringrazio il segretariato, il lavoro che la nostra commissione svolge non sarebbe possibile che era se non ci fosse la passione, la competenza, la dedizione del segretariato e dei nostri funzionari.
Ringrazio i presidenti dei gruppi e il Presidente Mr Tiny KOX che mi hanno conferito di fiducia di guidare questa Commissione, ringrazio la segretaria generale, con cui abbiamo avuto in questi due anni un'interlocuzione continua, ed è stato per me un prezioso ausilio nella azione di guida della Commissione.
Guidare una Commissione come questa è stata un'esperienza davvero politica e umana per me importante. Ringrazio tutti i colleghi della Commissione, i rapporteur e, naturalmente, sono contento e lieto di poter continuare a lavorare come membro della Commissione Monitoraggio e cercherò di far valere lì l'esperienza che ho maturato in questi due anni come presidente.
Grazie a tutti e ancora invito ad approvare la risoluzione.
Noi apprezziamo molto, e ed è detto nel rapporto, tutti gli sforzi che la Georgia sta facendo per ottemperare a tutte le indicazioni che vengono sia dal Consiglio d'Europa, sia dall'Unione europea sulla base della procedura di candidatura.
Tuttavia rimangono aperti ancora parecchi problemi e questa è la ragione per cui noi proponiamo di sopprimere nell'emendamento le parole du travail très intense effectué par la Georgie. Ma nell'emendamento così sub-emendato c'è il riconoscimento dell'importanza degli sforzi che sta facendo la Georgia per ottemperare alle indicazioni sia del Consiglio d'Europa che dell'Unione europea.
Quindi io penso che questo sub-emendamento non riduce affatto il nostro apprezzamento per lo sforzo che la Georgia sta facendo.