jeudi 18 avril 2024 après-midi
2024 - Deuxième partie de session Imprimer la séanceVidéo(s) de la séance 1 / 1
Italie, CE/AD, Porte-parole du groupe
17:22:42
Grazie Presidente,
Cari colleghi,
A oltre sei mesi dagli attacchi terroristici del 7 ottobre, la crisi umanitaria a Gaza è estremamente grave e complessa. Per far fronte alla drammatica situazione in cui versano i civili palestinesi, la comunità internazionale si è mobilitata e ha spiegato enormi mezzi e risorse.
L’Italia, solo per fare qualche esempio, ha destinato dal 7 ottobre 20 milioni di euro, ha lanciato l’iniziativa “Food for Gaza”, ha inviato la nave ospedale Vulcano. Bambini palestinesi verranno curati nei nostri principali ospedali pediatrici. A livello internazionale dovrebbe partire, speriamo presto, l’operazione Maritime Aid to Gaza che prevede l’apertura di un corridoio marittimo.
E anche Israele, dobbiamo riconoscerlo, sta facendo la sua parte. Ricordo che sta riaprendo il valico di Heretz - distrutto da Hamas il 7 ottobre - e che il 16 aprile, cioè l'altro ieri, 376 camion con aiuti umanitari sono entrati a Gaza, (105 dei quali attraverso la Giordania). E nella stessa giornata, 98 pallet contenenti decine di migliaia di pasti sono stati sganciati per via aerea sul nord di Gaza.
In questa vicenda bisogna fare attenzione perché c'è molta disinformazione e anche molte fake news che vengono diffuse ad arte proprio per coprire la verità. Non dobbiamo dimenticare, come è già stato ricordato dal collega Mr Emanuelis ZINGERIS e anche da altri colleghi, che tutto è partito dall’efferato attacco terroristico del 7 ottobre.
Ed è per questo che io qui voglio ripetere la ferma condanna della brutale aggressione perpetrata da Hamas. Nonché la richiesta di un immediato rilascio dei 133 ostaggi israeliani ancora detenuti a Gaza, che nessuno ha ancora potuto visitare. Né la Croce Rossa, né le ONG, né un medico. La reticenza che sempre più spesso si incontra a questo proposito tradisce un più o meno larvato antisemitismo che non è più ammissibile.
Naturalmente il legittimo diritto all'autodifesa di Israele deve esercitarsi con proporzionalità e nel rispetto del diritto internazionale umanitario.
Ma ora Israele è attaccato anche dall’Iran, che vuole destabilizzare la regione e distruggere Israele, e per far questo fa leva sui suoi proxy, tra cui proprio Hamas, oltre agli Hezbollah e agli Houthi.
Proprio a seguito dell’attacco iraniano, il Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, in qualità di Presidente del G7, ha subito convocato una videoconferenza a livello di Capi di Stato e di Governo che hanno adottato una dichiarazione congiunta di ferma condanna, ribadendo pieno sostegno alla sicurezza di Israele ed esprimendo forte preoccupazione per una ulteriore destabilizzazione della regione e un’ulteriore escalation.
Certamente stiamo fronteggiando una situazione internazionale molto complessa. La crisi di Gaza è in cima alle nostre preoccupazioni. Bisogna raggiungere un cessate il fuoco, garantire corridoi umanitari e arrivare alla liberazione degli ostaggi.
Grazie.
Signor Presidente,
Tra il 3 e il 6 di Marzo con una delegazione di colleghi del Parlamento italiano mi sono recato a Rafah, al valico di Rafah, e prima al Cairo, incontrando ONG, la Mezzaluna Rossa sia palestinese che egiziana, l'UNRWA, le principali agenzie internazionali.
Che cosa abbiamo visto? Non credo siano fake news. Abbiamo visto migliaia di camion fermi al valico. E le notizie di questi giorni di una ripresa del transito possono rassicurarci solo parzialmente. Perché se oggi i camion che sono passati, e lo si dice come una grande notizia, sono 350, va ricordato che ordinariamente, prima di questa guerra, dai due valichi della striscia di Gaza passavano 400 camion. Ma dobbiamo ricordare che, da molte settimane, ne passavano poche decine.
Cosa abbiamo visto ancora? Tonnellate di materiale bloccato perché suscettibile di dual-use oppure perché valutato non essenziale per l'emergenza. Che cosa? Bombole di ossigeno, incubatrici, tende da campo, ambulanze, compressori, oppure caramelle e cioccolate per bambini, perché appunto non essenziali a far fronte alle esigenze primarie.
Ora, io credo che la condanna la barbarie di Hamas, alla sua strage, la pressione per il rilascio degli ostaggi, la condanna dell'attacco iraniano, non ci autorizzino però a girarci dall'altra parte rispetto a quello che sta avvenendo adesso. Che cosa ci hanno detto le ONG, le agenzie internazionali, chi opera sul campo? Che cosa ci hanno detto le suore che curano i bambini nell'ospedale del Cairo? Che quello che sta accadendo oggi a Gaza è molto peggio di quello che si racconta. C'è una strage visibile e poi c'è una strage invisibile. C'è una strage che deriva dalle azioni militari e una che deriva dalla fame e dall'assenza di cure. A Gaza si può morire per una pallottola vagante, per una bomba, ma anche per una malattia cronica o per un'infezione che non è curata, perché non esiste più un sistema sanitario.
Allora noi oggi possiamo discutere su qual è l'inquadramento giuridico più proprio di questa vicenda o di quali sono le prospettive future di quest'area del mondo. Ma dovremmo essere tutti d'accordo sul fatto che è necessaria un'iniziativa per avere immediatamente un cessate il fuoco, perché anche la distribuzione di beni sotto le bombe può diventare a sua volta un pericolo. Allora io la domanda che faccio a tutti noi è, come possiamo parlare di diritti umani se non siamo in grado di sviluppare un'iniziativa di questa istituzione che si aggiunga alle pressioni internazionali per il cessate il fuoco e perché riprenda un flusso ordinario dei soccorsi alla striscia di Gaza?
Grazie Presidente.