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mardi 23 juin 2026 après-midi

2026 - Troisième partie de session Imprimer la séance

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Ouverture de la séance n°22

Débat : Le fonctionnement des institutions démocratiques en Serbie

M. Piero FASSINO

Italie, SOC, Porte-parole du groupe

16:51:33

Grazie, signor Presidente.

I speak Italian.

La Serbia, noi sappiamo, non solo è il Paese più popoloso dei Balcani occidentali ma, da sempre, la Serbia ha un ruolo centrale in quella regione. Quel che accade in Serbia influenza tutto ciò che accade e investe la regione dei Balcani. Per questo, la nostra Assemblea è così attenta a quello che sta accadendo in quel Paese.

Io ringrazio i relatori e il loro impegno. Hanno sottolineato, nell'illustrarci la risoluzione, come la Serbia sia investita oggi da una fortissima polarizzazione tra il governo e il partito di maggioranza e i movimenti di società civile.

Ci sono state quattro elezioni anticipate negli ultimi nove anni e questo già testimonia la tensione politica che investe la Serbia e tra pochi mesi forse si potrebbero avere delle quinte elezioni anticipate.

Io penso che occorra, quindi, essere molto vigili e chiedere alle autorità serbe quello che la nostra risoluzione indica: una piena applicazione dello Stato di diritto e delle regole del Consiglio d'Europa, seguendo le indicazioni della Commissione di Venezia, l'indipendenza della magistratura, la libertà dei media, la tutela dei giornalisti, la lotta alla corruzione, il rispetto delle regole democratiche, una gestione dell'ordine pubblico equo e rispettoso dei cittadini.

Sono punti essenziali: perché da come queste cose verranno garantite, deriverà il giudizio dell'Unione Europea sul percorso di integrazione e di adesione della Serbia all'Unione. Così come sono essenziali la normalizzazione dei rapporti tra Serbia e Kosovo, che languiscono e sono fermi da mesi, il rispetto dell'integrità della Bosnia di fronte ai rischi separatisti che vengono spesso fomentati nella Srpska, il rispetto degli assetti che si sono decisi a Dayton e che sono assetti che sono stati decisi per dare stabilità e sicurezza all'intera regione.

Insomma, noi abbiamo bisogno che la Serbia acceleri il processo di assunzione piena dello Stato di diritto e delle regole democratiche. E questo, proprio perché quello che la Serbia fa influenzerà tutto ciò che accadrà in questi prossimi anni nei Balcani occidentali, che sono nel pieno di un percorso di integrazione europea, che noi abbiamo il dovere di sostenere e di aiutare.

E il Consiglio d'Europa, questa Assemblea e le strutture del Consiglio d'Europa, intendono e vogliono accompagnare la Serbia in questo percorso, in questo cammino e, per questo, il nostro gruppo approverà la risoluzione che è stata proposta dai relatori.

Grazie.

Vote : Le fonctionnement des institutions démocratiques en Serbie

Débat : La démocratie, les droits humains et l’État de droit en Iran

M. Piero FASSINO

Italie, SOC

18:32:04

Thank you, Mr. President.

I'll speak Italian.

Il mondo ha salutato con soddisfazione il memorandum tra Stati Uniti e Iran e, nelle stesse ore, a Teheran si continuava a impiccare. In questa contraddizione, io credo, sta il dramma che sta vivendo il popolo iraniano.

Alla fine di questa guerra, l'Iran esce più forte. Abbiamo consegnato all'Iran un potere di interdizione, che sta già facendo valere sulla navigazione dello strato di Hormuz. Il memorandum prevede risarcimenti all'Iran, lo sblocco delle esportazioni del petrolio e altre risorse finanziarie.

Sarebbe come se si fosse fatto un piano Marshall per la Germania, lasciando i nazisti al potere. Io credo che noi abbiamo bisogno di stigmatizzare tutto questo, perché non può valere la regola per cui il prezzo di un gallone di benzina vale più della vita dei ragazzi di Teheran.

E questo è tanto più grave perché Trump, che ha messo in essere questa guerra, ha avuto anche il buon gusto di dichiarare, qualche giorno fa, di non aver mai pensato a un regime change. Cioè, in altri termini, purché Hormuz sia navigabile, purché il gas e il petrolio arrivi, può succedere qualsiasi cosa, a Teheran. Possono continuare a impiccare, come stanno facendo ancora in questi giorni.

Si può capire lo sconforto, l'angoscia di chi si è battuto in questi anni contro il regime, di chi, a partire dalle ragazze e dai ragazzi di Teheran, è sceso in piazza per la propria libertà e ha pagato con un prezzo drammatico di repressione nel sangue il proprio coraggio.

Io credo che noi abbiamo il dovere di denunciare tutto questo e, soprattutto, di non lasciare soli i ragazzi di Teheran e di continuare a essere al loro fianco nella loro battaglia per la libertà.

Vote : La démocratie, les droits humains et l’État de droit en Iran

La séance est levée à 19h45.