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25 January 2022 afternoon

2022 - First part-session Print sitting

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Opening of the Sitting No. 4

Address: Communication from the Secretary General of the Council of Europe

Address: Communication from the Committee of Ministers

Mr Benedetto DELLA VEDOVA

Undersecretary of State of the Ministry of Foreign Affairs and International Co-operation of Italy

16:32:16

Signor Presidente dell’Assemblea parlamentare

Signora Segretaria Generale,

Signore e signori membri del parlamento,

Ambasciatrici e ambasciatori,

Signore e Signori,

 

Sono lieto di essere oggi qui di fronte a voi e di tenere vivo il tradizionale canale di dialogo tra la Presidenza del Comitato dei Ministri e l’Assemblea Parlamentare.

Desidero innanzitutto esprimere le mie più sincere congratulazioni e auguri di buon lavoro al neo-eletto Presidente dell’Assemblea, Mr Tiny KOX, e confermare la nostra piena disponibilità a lavorare insieme verso i nostri obiettivi comuni. Esprimo al contempo un doveroso ringraziamento per il suo lavoro al Presidente uscente Mr Rik DAEMS.

Nel quadro del costante dialogo istituzionale con l’Assemblea Parlamentare che noi convintamente sosteniamo, desidero ricordare la partecipazione del Ministro degli Esteri Mr Luigi DI MAIO al Comitato Permanente dell’Assemblea a Roma lo scorso novembre.

In questa sede intendo oggi ripercorrere le principali attività del Comitato dei Ministri dall’ultima sessione dell’Assemblea Parlamentare a oggi, e passare in rassegna i più importanti sviluppi connessi alle priorità fissate dalla Presidenza italiana. Ricordo in tal proposito che è stato fatto circolare un dettagliato documento.

Lasciatemi prima riaffermare il fermo convincimento che il Consiglio d’Europa sia parte fondamentale dello sforzo collettivo per fare fronte alle sfide globali.

Esso rappresenta l’emblema continentale della tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali e l’espressione di una vocazione multilaterale nella quale l’Italia si riconosce pienamente. Anzi ne è un avamposto.

Il nostro continente vanta una tradizione consolidata in materia di tutela dei diritti, una avanzata maturità delle opinioni pubbliche, strumenti normativi e operativi che possono consentire di far fronte alle sfide più impegnative, come la pandemia in corso, senza venire meno a principi fondamentali di coesistenza, di rispetto dei diritti umani, di promozione della democrazia e dello stato di diritto.

Purtroppo gli arretramenti non mancano. Eppure il Consiglio d’Europa è un progetto comune, voluto e affermato dai suoi Paesi membri. I suoi principi e valori li abbiamo costruiti insieme. Sono quindi gli stessi Stati membri a dover dar vigore a questo strumento, più necessario che mai, a perseguire l’obiettivo indispensabile di un’area di dialogo e di convivenza, pur nella pluralità delle situazioni nazionali.

Di fronte alle situazioni di conflitto e a crescenti tensioni in alcune parti del continente le responsabilità del Consiglio d'Europa nel mantenere la pace sono ancora più forti. Pace nel suo senso più sostanziale di una vita collettiva orientata al rispetto della dignità della persona nello stato di diritto e nella democrazia che sono le grandi conquiste della civiltà europea.

Per questo una delle priorità della Presidenza italiana è quella di promuovere un rinnovato impegno verso i principi e valori comuni, partendo da temi di interesse comune come la cultura, la strumentazione giuridica a disposizione degli Stati per far fronte alla pandemia, la tutela dei diritti sociali, il dialogo inter-religioso.

Questo terreno d’intesa, questa volontà dialogante e inclusiva, deve servire a consolidare, non a sottrarsi alle responsabilità comuni.

Proprio per questo è fondamentale che le sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo siano eseguite, assicurando così l’efficienza del sistema di supervisione, che è una caratteristica specifica del Consiglio d’Europa.

L’azione del Comitato dei Ministri dei Consiglio d’Europa, nelle sue funzioni di organo responsabile della supervisione dell’esecuzione delle sentenze, rimane di cruciale rilevanza per la tenuta e la credibilità del sistema. E in questo contesto, come Presidenza del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, auspico una pronta soluzione dei casi aperti, tra cui quelli Kavala e Navalny, in linea con quanto deciso dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

In questo ambito di responsabilità comune un posto di rilievo è rivestito dalla tutela dei diritti delle donne e dei minori.

L’Italia continua ad essere convinta che la Convenzione di Istanbul sia lo strumento più avanzato di contrasto alla violenza contro le donne ed alla violenza domestica e per questo con la sua Presidenza intende incoraggiare gli Stati che non lo abbiano ancora fatto a firmare e ratificare la Convenzione.

In questo contesto, nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), il Ministro per le Pari Opportunità e la famiglia, Ms Elena BONETTI, ha rilasciato una dichiarazione congiunta con la Segretaria Generale Ms Marija PEJČINOVIĆ-BURIĆ per promuovere ulteriormente la Convenzione di Istanbul.

La Presidenza italiana conferisce priorità al tema dell’empowerment femminile, e in particolare alla conciliazione tra vita privata e professionale, aspetto di particolare attualità nel contesto della crisi sanitaria a cui verrà dedicato uno specifico evento che si terrà in Italia.

La lotta alla discriminazione delle persone LGBTI avrà un posto di rilievo. Ospiteremo in Italia una riunione dell’LGBTI Network e ci adopereremo per conferire alla tematica sempre più rilevanza nel contesto del programma di lavoro del Consiglio d’Europa contro le discriminazioni.

Sui diritti dei bambini, proprio ieri l’Assemblea Parlamentare ha dedicato un dibattito da cui sono emersi spunti di estremo interesse nonché indicazioni in larga parte condivisibili sul futuro programma di lavoro del Consiglio d’Europa.

Nel contesto della nostra Presidenza, il 18 novembre scorso, in occasione dell'End Child Sex Abuse Day è stato organizzato un evento speciale sul tema specifico “Making the circle of trust truly safe for children”.

Il Comitato dei Ministri ha inoltre adottato una raccomandazione sulle misure volte alla protezione dei bambini contro la radicalizzazione a scopo di terrorismo, mirata ad affrontare il problema della particolare vulnerabilità dei bambini a messaggi di associazioni e gruppi terroristici, veicolati anche tramite i social media.

Ricordo infine che la nuova Strategia del Consiglio d’Europa sui diritti dei bambini verrà lanciata in uno specifico evento ad alto livello a Roma il 7 e l’8 aprile.

Combattere la contraffazione dei medicinali non è mai stato così importante come lo è oggi, non solo per proteggere la salute dei nostri cittadini, ma anche per ispirare fiducia nella lotta alla pandemia. Da qui, l’importanza della Convenzione Medicrime del Consiglio d’Europa, che costituisce l’unico strumento internazionale con lo scopo di prevenire e combattere le minacce alla salute pubblica.

Il 25 novembre scorso, in occasione del decimo anniversario della Convenzione, il Comitato dei Ministri ha invitato gli Stati interessati che non lo abbiano ancora fatto a ratificarla.

Il programma della Presidenza italiana prevede uno specifico focus sulla risposta efficace dei sistemi socio-sanitari nazionali alla crisi pandemica, a cui sarà dedicato una specifica conferenza online.

Anche la cooperazione culturale riceverà un rinnovato impulso con l’organizzazione di una riunione dei Ministri della Cultura (l’ultima in ambito del Consiglio d’Europa si è svolta nel 2013) il 1° aprile che si propone di rivitalizzare gli strumenti esistenti, e di individuare nuove iniziative di collaborazione in questo ambito.

In tema di cooperazione nel settore sportivo, lo scorso mese, il Comitato dei Ministri ha adottato una Raccomandazione sulla Carta europea dello sport revisionata, che formula il principio del “Diritto allo Sport”.

Il 6-7 dicembre il Dipartimento italiano dello Sport ha co-organizzato una Conferenza sulla correttezza dello sport a Roma, per fare il punto sul lavoro sviluppato in tre aree principali: preparazione di linee guida sulla correttezza sportiva; lotta alla manipolazione delle competizioni sportive; good governance nello sport.

Il 20 gennaio 2022, si è inoltre tenuto un Comitato dei Ministri informale sui Diritti umani e lo sport.

I dibattiti sulla governance del calcio e le politiche sportive in tempi di crisi, che si terranno in seno all’Assemblea parlamentare domani, saranno quindi oggetto di estrema attenzione.

Un meeting di alto livello si è tenuto il 18 ottobre 2021, per commemorare il 60esimo anniversario dall’apertura alla firma a Torino della Carta Sociale. In quell’occasione, il Comitato dei Ministri ha adottato una dichiarazione che ha riaffermato il ruolo eminente della Carta Sociale europea nel garantire e promuovere i diritti sociali in Europa, ribadendo la sua determinazione per garantirne la sua efficacia.

Quale concreto seguito, il Comitato dei Ministri ha anche istituito un Gruppo di lavoro sull’attuazione del sistema della Carta Sociale, con il compito di fare proposte e proporre soluzioni, per la Ministeriale di maggio, volte a migliorare l’attuazione dei principi della Carta e i relativi meccanismi di monitoraggio.

 

Ci attendiamo che a maggio sia possibile arrivare ad una intesa per definire il campo di azione del Consiglio d’Europa su un tema centrale per il nostro futuro, quello dell’uso dell’intelligenza artificiale. Non per limitare lo sviluppo, ma per far sì che esso si declini in termini rispettosi dei diritti umani. Un mix di strumenti non vincolanti e vincolanti sembra la soluzione più appropriata ed in linea con l’orientamento della membership. Auspico che in occasione della Ministeriale di maggio possa essere annunciato l’avvio dei negoziati per la definizione di uno strumento normativo trasversale appropriato e che essi possano procedere speditamente.

 

Il Consiglio d'Europa ha una dimensione regionale, ma possiede anche una capacità di affermarsi a livello globale, come testimoniato dalla Convenzione di Budapest sul Cybercrime.

Il 17 novembre, il Comitato dei Ministri ha adottato un Secondo Protocollo Aggiuntivo alla Convezione che rafforza la cooperazione sul tema della raccolta e della divulgazione di prove elettroniche. L’apertura alla firma del Protocollo avverrà sotto la Presidenza italiana. Non appena in vigore, questo strumento rappresenterà un valido aiuto per le nostre rispettive autorità nazionali nella lotta contro la complessa e dilagante piaga della criminalità informatica.

Il 12 gennaio 2022, il Comitato dei Ministri ha fatto propria la Dichiarazione di Venezia sulla giustizia riparativa in Europa, adottata nella Conferenza dei Ministri della Giustizia del Consiglio d’Europa, organizzata a metà dicembre dalla Presidenza Italiana.

L’Italia ha voluto dare particolare rilievo alla giustizia riparativa, che costituisce una dimensione innovativa complementare dell’approccio tradizionale alla giustizia penale, anche se non nuova per il Consiglio d’Europa, che ha già trattato tale problematica, con riferimento alla giustizia a dimensione dei fanciulli, sotto Presidenza georgiana. Le conclusioni dei Ministri della Giustizia di Venezia dello scorso dicembre rappresentano un passo in avanti cui il Consiglio d’Europa è chiamato adesso a conferire operatività.

Speriamo vivamente che nel 2022 possano registrarsi progressi nella risoluzione del conflitto in Georgia ed il ridursi di tensioni e contrapposizioni in altre aree geografiche del Consiglio d’Europa, come l’Ucraina e la regione del Caucaso meridionale.

Riguardo al conflitto in Georgia, il Comitato continua a seguire da vicino gli sviluppi sul terreno, grazie alle preziose informazioni fornite dalla Segretaria Generale nei suoi report riassuntivi biennali. Lo scorso novembre, il Comitato ha preso visione ed ha avuto una riflessione sul nuovo rapporto della Segretaria Generale sul rispetto dei diritti umani nelle zone di conflitto, con particolare riferimento alla popolazione civile e agli sfollati.

Il principio del rispetto dell’integrità territoriale degli Stati e quello della risoluzione pacifica delle controversie devono rimanere nostri punti di riferimento. In questo contesto auspichiamo che il Consiglio d’Europa, pur non avendo tra i propri compiti istituzionali le questioni di sicurezza, come ha richiamato poco fa la Segretaria Generale, continui a proporsi quale forum di dialogo e di distensione.

Il Consiglio d’Europa continua a fornire assistenza ai suoi Stati membri per sostenere i loro sforzi nell’attuare a livello nazionale gli standard del Consiglio in materia di diritti umani, democrazia e stato di diritto. Lo scorso dicembre, il Comitato dei Ministri ha adottato un nuovo Piano d’azione per la Bosnia ed Erzegovina per il periodo 2022-2025.

L’assistenza viene assicurata anche a Paesi non membri del Consiglio d’Europa, come il Marocco e la Tunisia, con i quali il Consiglio ha relazioni strette e con i quali ha concluso o firmato accordi di partenariato fino al 2025.

I temi della cooperazione rafforzata con altre organizzazioni internazionali, della riforma dalla Neighborhood Policy e del contributo fornito dal Consiglio d’Europa allo sviluppo sostenibile e all’ordine internazionale restano rilevanti e richiedono una nostra riflessione.

Lo scorso novembre, mi avvio alla conclusione Sig. Presidente, il Comitato dei Ministri ha adottato per consenso il Programme and Budget 2022-2025, presentato per la prima volta in una prospettiva strategica quadriennale, come concordato in occasione della Ministeriale di Amburgo dello scorso maggio. Il ciclo di bilancio resta su base biennale e abbiamo concordato di attuare una Mid Term Review nel corso del 2023.

 

Il Comitato dei Ministri ha adottato il bilancio sulla base di una crescita reale zero che permette di recuperare il tasso di inflazione e mantenere un livello di risorse finanziarie adeguato.

Le decisioni del Comitato dei Ministri sono state accompagnate dall’attuazione di riforme amministrative, quali le nuove Staff Regulations, e la definizione di approcci e metodologie di lavoro basate sui risultati “results based management approach”.

 

Sono particolarmente lieto di questo risultato, niente affatto scontato alla vigilia. Aggiustamenti saranno possibili e anche benvenuti, in corso d’opera, ma la direzione è tracciata. Occorre dare sicurezza e prospettiva all’Organizzazione. Sono le indicazioni della Segretaria Generale Ms Marija PEJČINOVIĆ-BURIĆ, a partire dallo Strategic Framework, che abbiamo fatte nostre e che ci permettono di guardare con maggiore serenità al futuro materiale dell’Organizzazione.

 

Anche in questa prospettiva, riteniamo essenziale continuare a lavorare insieme con l’Assemblea parlamentare, nel rispetto delle rispettive competenze e delle specifiche disposizioni statutarie. Ci impegneremo quindi affinché la comunicazione tra i due organi sia ulteriormente sviluppata e approfondita. Li esploreremo insieme, così come sarà utile cercare di sfruttare ogni possibile sinergia.

In conclusione davvero sig. Presidente, sono lieto di annunciare che la riunione dei ministri degli esteri dal Consiglio d'Europa si terrà il 20 maggio a Torino

Grazie per l'attenzione.

Mr Benedetto DELLA VEDOVA

Undersecretary of State of the Ministry of Foreign Affairs and International Co-operation of Italy

16:52:26

Grazie,

grazie per questa domanda.

Un punto chiaro sul tema che lei ha sollevato in generale riguardo all'attuazione delle sentenze e anche nel caso specifico che lei ha indicato, quello della Polonia. Con la loro adesione al Consiglio d'Europa tutti gli Stati membri si impegnano a rispettare tutta una serie di obblighi In particolare ad accettare lo stato di diritto e a rispettare la convenzione Europea dei diritti dell'uomo.

Il Comitato dei ministri considera quindi che tali obblighi vengano rispettati. Le riforme che lei ha citato in Polonia destano preoccupazione in merito all'indipendenza della Giustizia in questi paesi. Il tema che lei solleva, cioè della discussione da parte di alcuni Stati della non applicabilità delle sentenze della Corte europea dei Diritti dell'Uomo rispetto all'ordinamento nazionale, per quel che ci riguarda (e il tema verrà sollevato e approfondito in questa direzione), per quel che ci riguarda le sentenze della Corte europea dei Diritti dell'Uomo sono vincolanti per tutti i paesi che hanno che aderiscono al Consiglio d'Europa e non possono essere sollevate eccezioni, né ci può essere il tentativo di escludere alcuni paesi dall'applicazione di queste di queste sentenze.

Per quel che riguarda il caso Kavala, che lei ha sollevato, come ho detto nel mio discorso, e come ho appena ripetuto, le sentenze della Corte europea dei Diritti dell'Uomo devono essere eseguite e nello specifico in seguito alla sentenza della Corte europea del 11 maggio del 2020, secondo la quale la Turchia deve prendere tutte le misure necessarie per porre fine alla detenzione del ricorrente e per ottenere la sua liberazione immediata, il Comitato dei ministri ha seguito da vicino la situazione del signor Mr Osman Kavala, ha esaminato il suo caso in ogni riunione sui diritti umani da quando la sentenza è diventata definitiva, nel marzo del 2021 ha deciso di esaminare anche il suo caso in ogni riunione ordinaria fino al suo rilascio e questo è stato fatto.

Tuttavia sappiamo perfettamente che Mr. Osman Kavala resta in galera, la sua detenzione è stata riesaminata l'ultima volta dal tribunale nazionale il 17 gennaio e la prossima udienza è prevista per il 22 febbraio del 2022.

Poiché il ricorrente non è stato rilasciato nel corso dell'esame del caso, nella sua riunione sui diritti umani del 2 dicembre, il Comitato dei ministri ha adottato una risoluzione provvisoria che notifica alla Turchia la sua intenzione, il 2 febbraio 2022, di deferire alla corte, ai sensi dell'articolo 46 paragrafo 4 della Convenzione, la questione se la Turchia sia venuta meno al suo obbligo di rispettare le sentenze definitive della Corte.

Voglio esprimere l'auspicio che le autorità turche si conformino presto con spirito cooperativo alle disposizioni della Corte europea dei diritti dell'uomo

Mr Benedetto DELLA VEDOVA

Undersecretary of State of the Ministry of Foreign Affairs and International Co-operation of Italy

16:58:07

Comincio dall'ultima parte della sua domanda riguardante i casi Navalny e Memorial, come ho già citato nel mio intervento per quel che riguarda il caso Navalny e ribadendo il principio generale del fatto che riguarda l'obbligo a cui sono impegnati gli stati del Consiglio d'Europa a dare esecuzione alle sentenze, il Comitato dei ministri ha esaminato per quanto riguarda il caso Navalny questo caso in ogni riunione sui diritti umani da quando il ricorrente è stato posto in stato di arresto al suo ritorno in Russia nel gennaio del 2021.

Ha constatato che la sentenza pronunciata in un procedimento così fondamentalmente viziato va completamente contro le conclusioni allo spirito della sentenza della Corte europea e ha invitato le autorità russe a liberare il signor Navalny.

Il comitato dei ministri esaminerà prossimamente il caso nella sua riunione sui diritti umani del marzo del 2022 e in quella sede sarà presa in considerazione l'adozione di una risoluzione provvisoria se Navalny non verrà rilasciato entro tale data.

Per quel che riguarda la vicenda della chiusura, della cancellazione di Memorial, l'Italia attribuisce grande importanza all'indipendenza dalla società civile, alla libertà di espressione e alla libertà dei media, che sono parte integrante dei nostri valori comuni.

Senza libertà di associazione, libertà di espressione, libertà dei media non c'è un vero stato di diritto e non può esserci una democrazia che serve ai diritti umani e che garantisca la libertà.

I media e le organizzazioni della società civile contribuiscono in modo significativo alla costruzione di società democratiche e plurali. Esprimiamo quindi il nostro forte disappunto e contrarietà per le recenti decisioni dei Tribunali russi relative alle ONG, alla ONG Memorial.

La questione è stata recentemente oggetto di una discussione in Comitato dei ministri ed è oggetto anche di una dichiarazione ferma da parte della Segreteria generale il caso è attualmente pendente davanti alla Corte e proprio nel quadro di questo procedimento il mese scorso la Corte europea ha deciso l'applicazione delle misure provvisorie, previste dall'articolo 39 del regolamento della Corte, chiedendo la sospensione dei provvedimenti di scioglimento del Memorial International e del Memorial Humanl Rights Center.

Le decisioni della Corte vanno rispettate: il Comitato dei ministri non può di che esprimere la sua aspettativa che la Russia rispetti i suoi obblighi ai sensi della Convenzione.

Per quel che riguarda il tema dei flussi migratori, in parte già sono state anticipate alcune considerazioni, quello dell'emergenza causata dai flussi migratori è un tema su cui l'Italia è da anni in prima linea, sottolineando la natura Europea e comune del dossier che richiede meccanismi di solidarietà e condivisione degli oneri che conducano a marcate differenze in questo senso rispetto al sistema vigente.

Ciò che emerge ancora una volta, l'importanza di costruire solide partnership con i paesi terzi, in particolar modo con quelli di origine, e questo è un compito che deve essere affrontato urgentemente a livello europeo. Questo è anche il senso delle conclusioni del Consiglio Europeo di giugno.

Rispetto al ruolo che può avere il Consiglio d'Europa, è Importante sottolineare che l'organizzazione sta già operando con meccanismi e con gli strumenti che le sono propri a partire dalla visita della Commissaria per i diritti umani in Polonia  pochi giorni fa.

Eventuali ulteriori iniziative delle diverse articolazioni del Consiglio andranno valutate con attenzione, considerando la complessità del contesto e le iniziative già in atto in altri fori, ma sono d'accordo con lei che il tema della violazione dei basilari diritti umani in quel contesto di immigrazione strumentalizzata politicamente come in altri contesti, riguardando per di più spessissimo la vita di donne e bambini, credo che sia un tema che vada affrontato e di cui vada reiterata la denuncia di inaccettabilità.

Mr Benedetto DELLA VEDOVA

Undersecretary of State of the Ministry of Foreign Affairs and International Co-operation of Italy

17:04:31

Dunque, io ho ribadito quello che è diciamo in qualche modo il punto di partenza, cioè che il Consiglio d'Europa non è un'organizzazione che ha come obiettivo primario la sicurezza.

Nella convinzione che il dialogo per la pace, la democrazia, e lo stato di diritto siano uno dei principali, se non il principale strumento di medio-lungo periodo per raggiungere  la pacificazione.

E per quel che riguarda la questione Ucraina, naturalmente che sta molto a cuore a tutti noi, sta moltissimo a cuore ai Paesi dell'Unione dell'Unione europea e al mio paese.

Per quel che riguarda la questione Ucraina il tema da lei sollevato di un raccordo con l'OSCE è un altro tema molto importante che riguarda la possibilità di mettere in campo, a partire dal Consiglio d'Europa o coinvolgendo il Consiglio d'Europa, anche in un network con le altre associazioni agli altri fora multilaterali, ciascuno con competenze e ruoli diversi, ma convergenti nell'obiettivo di raggiungere attraverso un dialogo, [...] da aggiungere e scongiurare una soluzione a una escalation militare.

Il nostro obiettivo, con gli strumenti che abbiamo in questa sede, è quello del dialogo che possa portare a una descalation. Per quanto riguarda il coordinamento con l'OSCE, io la settimana prossima o quella di là, insomma, il 3 febbraio, sarò a Vienna a rappresentare le nostre priorità nella sede dell'OSCE.

Quindi io credo che questo debba essere il ruolo specifico del Consiglio d'Europa avendo ben presente e condividendo la preoccupazione su quanto sta accadendo in Ucraina.

Mr Benedetto DELLA VEDOVA

Undersecretary of State of the Ministry of Foreign Affairs and International Co-operation of Italy

17:08:39

Sulla questione Memorial ripeto quello che ho detto prima o posso ripetere quello che ho detto prima.

Lei mi chiede quale messaggio possiamo mandare, io stesso incontrerò domani o dopodomani a Roma gli esponenti dell'associazione Memorial presenti in Italia. Il messaggio che noi possiamo dare è che il Consiglio d'Europa, il Comitato dei ministri ha a cuore la vicenda, non accetterà decisioni che siano contrarie ai valori fondamentali del Consiglio d'Europa, a maggior ragione se prese da Paesi che appartengono Consiglio d'Europa, che hanno sottoscritto tutti i documenti, tutte le carte, tutti i trattati, tutte le convenzioni che sono alla base di questo.

Naturalmente, come ho detto prima, dobbiamo attendere anche che si compia il ciclo dei procedimenti in Russia, nel caso in cui vi fossero sentenze della Corte europea dei Diritti dell'uomo, vi fossero condanne nel Comitato dei ministri non si potrà che provvedere ad adottare le misure conseguenti.

Abbiamo strumenti che richiedono tempo per la loro applicazione e voi siete consapevoli che abbiamo una procedura congiunta che è stata attivata già dall'anno precedente, dal 2021.

Quindi il messaggio che dobbiamo mandare e che nessuno si dimentica di loro è che qui si tutelano i diritti umani in generale, e i diritti umani e delle associazioni che si occupano dei diritti umani, in tutti i paesi del Consiglio d'Europa.

Mr Benedetto DELLA VEDOVA

Undersecretary of State of the Ministry of Foreign Affairs and International Co-operation of Italy

17:30:14

Grazie Presidente,

mi lasci raccogliere uno spunto pessimistico, realistico del Membro parlamentare dell'Armenia che è intervenuto su quanto questa organizzazione rischi di esserlo, sembri in declino.

In realtà noi sappiamo che in questa fase storica in Europa, e non solo, il multilateralismo è stato messo in difficoltà, tutte le organizzazioni multilaterali. È altrettanto vero che in questa fase più recente c'è il tentativo, la consapevolezza, in particolare da parte della Comunità dei Paesi che si basano sulla sulla democrazia e lo stato di diritto, di rilanciare con forza gli strumenti del multilateralismo.

Si parla di un multilateralismo efficace, proprio per contrastare l'idea che il multilateralismo sia in crisi, perché se noi dovessimo rinunciare all'idea del multilateralismo come modalità di approccio per quanto riguarda la soluzione negoziale delle controversie o delle crisi, naturalmente non faremo un passo avanti, faremo tutti quanti un passo indietro, e quindi questo e sono consapevole anche delle frustrazioni che possono esserci in molte regioni, o della frustrazione dei paesi che hanno responsabilità e che non riescono essere incisivi come vorrebbero nella soluzione delle controversie.

Ma io credo che siamo qui anche per ribadire la nostra comune volontà di non rinunciare a utilizzare gli strumenti del dialogo, dello stato di diritto, della giustizia, della giustizia internazionale.

Per quel che riguarda più nello specifico la domanda, secondo il cessate il fuoco del 2020 e 21, tutte le parti coinvolte sono chiamate ad operare per una duratura soluzione di pace del conflitto tra Armenia e Azerbaijan.

E faccio quindi appello ad entrambe le parti affinché non intraprendano azioni che potrebbero peggiorare la situazione conducendo addirittura ad ulteriore sofferenze per le popolazioni.

La risoluzione del conflitto non è una responsabilità del Consiglio d'Europa, né figura tra gli obiettivi del suo mandato bensì dei presidenti del gruppo di Minsk e del gruppo che ha tutto il mio sostegno.

Sono sempre loro ad occuparsi anche del rilascio dei prigionieri, delle questioni umanitarie e dell'accesso. Il Consiglio d'Europa ha tuttavia un ruolo importante, e la nostra organizzazione è a pronta contribuire ad alleviare le sofferenze causate dal conflitto e ad aiutare l'attuazione di misure che conducano alla pace, compresi i programmi di rafforzamento della fiducia.

Dobbiamo fare in modo di assicurarsi che tutte le parti rispettino gli standard dei valori comuni dei diritti umani, compresi quelli previsti dalla convenzione Europea dei diritti dell'uomo.

A tale riguardo sarete al corrente che esistono casi relativi al conflitto ancora pendenti davanti alla Corte europea. Non ne discuterò in questa sede poiché è un argomento già regolarmente affrontato dalla Corte stessa. È  tuttavia necessario ricordare che Armenia ed Azerbaijan, con la loro adesione all'organizzazione nel 2001, si sono impegnati a cercare una soluzione di pace, ed entrambi i paesi devono agire coerentemente con l'impegno preso.

La seconda domanda era quella che riguardava le priorità della Presidenza e il tema legato alla questione della condizione femminile e della Convenzione di Istanbul.

Come ho detto nel mio intervento, per noi questo è essenziale come è stato richiamato: c'è un doppio tema che come abbiamo visto da tutti i dati anche in Italia, ma in generale la pandemia ha aggravato due situazioni che già non erano felici.

Da una parte quella della violenza domestica, perché nei periodi in particolare di confinamento, le situazioni legate alle tensioni e spesso anche le violenze domestiche sono in molti casi esplosi, i numeri sono aumentati. Il secondo elemento, che sicuramente ha riguardato l'Italia di cui conosco i dati, ma certamente è una considerazione più generale, le donne sono state più penalizzate per quel che riguarda la contrazione dell'occupazione, e sono quelle che meno rispondono in termini statistici positivamente alla ripresa di occupazione che c'è stata.

Quindi per quel che ci riguarda questi sono entrambi temi molto molto importanti.

Sul primo tema delle violenze domestiche noi non possiamo fare altro che usare al meglio lo strumento che abbiamo, che è la Convenzione di Istanbul, a promuovere la ratifica da parte dei paesi che non l'abbiano fatto, a cercare di convincere coloro che hanno scelto di tirarsi fuori o che vogliono cambiare, a cambiare orientamento, e coloro che l'hanno adottata a implementarla in tutte le sue parti.

Per quel che riguarda il secondo aspetto, quello occupazionale nell'ambito di una ripresa in vista di una revisione della carta sociale, sicuramente il tema dell'empowerment femminile in generale, della occupabilità femminile in termini di quantità e di qualità dell'occupazione femminile, è un tema che in questa revisione dovrà rientrare.

In conclusione se ho ancora due secondi signor Presidente, oltre a ribadire gli auguri per la sua Presidenza assunta ieri e augurando a lei e a tutti i Membri dell'assemblea parlamentare un buon 2022 proficuo di attività, voglio anche esprimere il mio personale apprezzamento per la nomina dell' onorevole Piero Fassino alla Presidenza della commissione di monitoraggio.

È un ruolo importante per tutti noi, Piero Fassino è il Presidente della commissione affari esteri al Parlamento Italiano, e quindi in qualche modo il mio controllore, e quindi mi molto piacere che essendo un vostro collega sia stato nominato in questo prestigioso incarico.

Grazie signor Presidente.

Debate: The role of the media in times of crisis

Vote: The role of the media in times of crisis

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