Sì, signor presidente,
Io ho sentito il dovere di intervenire in quest'aula per diverse ragioni, la principale è che conosco persone che sono andate a Belgrado per manifestare e che sono tornate nel loro paese. In questo caso non erano italiani, erano albanesi, sono tornate nel loro paese con ferite, con percosse, perché sono state abbandonate appunto delle autorità, come la collega ha detto pochi minuti fa. Ma anche perché è un principio fondamentale, quello della libertà di manifestazione e di espressione, che questo Consiglio deve e vuole promuovere. E mi ha colpito dover sentire un collega vicino a me parlare di questo pride di Belgrado come se fosse una qualsiasi delle manifestazioni che si possono ottenere in qualunque paese dei 47 paesi. Insomma, non so, la sagra della porchetta, la sagra del maiale, se non lo organizzano allora è un problema.
Non è così caro collega, stiamo parlando della possibilità delle persone di poter dire che cosa credono per la loro vita. E stiamo parlando del futuro di ragazzi e di ragazze, soprattutto giovani, che attraversano un periodo di confusione e di difficoltà, di comprensione, e che devono capire se il mondo dà loro la rappresentazione di poter scegliere liberamente rispetto ai propri desideri, i propri bisogni, oppure se ci sono delle strade che sono accettate dalla società e altre verso le quali non devi andare, perché altrimenti rischi che qualcuno ti parli alle spalle, perché altrimenti rischi che qualcuno non ti assuma sul posto di lavoro, perché altrimenti rischi che qualcuno ti metta le mani addosso oltre che parlarti dietro. Di questo stiamo parlando e questi sono principi fondamentali che non sono garantiti oggi nei nostri paesi.
Nel Senato italiano pochi mesi fa una legge contro l'omofobia e contro la violenza dell'omofobia è stata bocciata dalla maggioranza con gli applausi delle forze che oggi governano il nostro paese. Allora la democrazia non è poter fare tutto ciò che si vuole, la democrazia è garantire soprattutto i diritti di chi è più debole, soprattutto i diritti che non sono ancora garantiti, soprattutto i diritti delle minoranze. E quel '92 che veniva citato di Londra è stato un grande momento. Io sono stato il mio primo Pride nel '96 a Roma, ero un giovane consigliere comunale, ci sono andato non per un mio outing, non è importante il mio orientamento sessuale, ci sono andato come politico perché ho sempre creduto che le persone potessero manifestare liberamente quello che credevano. E quella cosa fu una notizia nel mio giornale locale.
Io voglio un mondo in cui andare a un pride non è una notizia perché è un fatto normale e voglio un mondo in cui tutte le persone si sentano libere di manifestare i propri orientamenti sessuali, religiosi, politici tranquillamente. Oggi non è così, oggi non è così in Serbia, oggi non è così nei paesi del Consiglio d'Europa e noi ci dobbiamo battere perché sia così in futuro.
Grazie.
(Discorso in italiano non pronunciato, Regolamento Art. 31.2)
Vorrei salutare i collaboratori per il modo equilibrato e oggettivo con cui hanno rilasciato questo rapporto e sottolineo il fatto che questo fatto non sarebbe stato possibile senza un dialogo con le autorità romene, con la società civile e con altri rappresentanti di Bucarest. Giacche sono contento che questo dialogo abbia avuto un esito, al quanto c’è una volontà reale dalla parte del Governo e del Parlamento in questo senso, sia in un campo che ha suscitato una serie di contradizioni negli anni passati-si tratta del campo della giustizia. Ci sono degli sforzi per un miglioramento nel sistema giudiziario così che le riforme proposte dal governo, tendendo conto di una lunga serie di raccomandazioni che la Commissione di Venezia, GRECO e la Commissione Europea hanno formulato durante il dialogo, di essere messe in atto tramite un nuovo pacco di leggi della giustizia.
Da un'altra parte sono d’accordo che guardare con un occhio critico l’andamento della società e il modo in cui è governata è nell’interesse della democrazia noi desideriamo di rafforzare la democrazia in Romania, e perciò gli aspetti critici che ci sono segnalati nel rapporto saranno di certo analizzati a Bucarest.
Una serie di preoccupazioni vengono segnalati dai collaboratori in ciò che riguarda il pluralismo e la libertà dei media. Ci sono diversi giornali e canali televisivi, e il Consiglio Nazionale del Audiovisione agisce come un ente indipendente nell’interesse pubblico. Per esempio CNA ha multato di recente tra un voto unanime, la rete tv nazionale per una trasmissione riguardo la vecchia sicurezza comunista che infrange il principio dell’informazione giusta del pubblico. Riguardo il Piattaforma del Consiglio Europeo per la tutela dei media e la sicurezza dei giornalisti per tutti i casi di allarme segnalati per la Romania si è formulata una risposta.
In ciò che riguarda la tutela dei diritti appartenenti alle minoranze nazionali, nel ultimo rapporto di valutazione periodica del Consiglio degli esperti della Carta Europea delle Lingue Regionali o Minoritarie si tratta, sto riportando il testo:” un alto livello di protezione delle persone appartenenti alle minoranze nazionali assunto dalle autorità della Romania.” Sono descritte nel rapporto degli esperti, in questo senso, sia le misure iscritte nel Nuovo Codice Amministrativo valido dal 2019, per l’uso della lingua delle minoranze nel campo amministrativo. D’altronde una serie di misure legislative molto recenti sono state adottate per combattere qualsiasi forma di razzismo e xenofobia e per punire il discorso di odio e qualsiasi forma di discriminazione, sui criteri di razza, nazionalità, appartenenza, lingua, genere, orientamento sessuale, origine sociale ecv.
L’inclusione della popolazione rom rimane un’emergenza di primo grado per la Romania, e in questo contesto l’insegnamento diventa la parola-chiave per il miglioramento della situazione della popolazione rom. Tramite le misure recenti prese dalla Romania su questo tema vorrei presentare la Strategia Nazionale per l’integrazione della popolazione rom 2022-2027 e la Legge adottata dal Parlamento della Romania riguardo la prevenzione e la lotta contro anti-zingari.