mardi 25 juin 2024 matin
2024 - Troisième partie de session Imprimer la séanceVidéo(s) de la séance 1 / 1
[In inglese] Grazie, signor Presidente, parlerò in italiano.
Ringrazio il collega e relatore Mr George PAPANDREOU per avere evidenziato l'importanza di rafforzare i processi di democrazia partecipativa e deliberativa per rivitalizzare le nostre democrazie.
La sua proposta di risoluzione mira a esplorare approcci innovativi che ispirino il pensiero democratico, considerando nuove pratiche e misure a livello nazionale, regionale e locale concentrandosi anche sull'importanza dell'educazione.
La democrazia è l'unico modello politico compatibile con la convenzione Europea dei diritti dell'uomo e tuttavia stiamo assistendo a un continuo peggioramento del processo democratico in Europa e nel mondo. Peggioramento che si aggrava quando i pesi e i contrappesi del sistema democratico si indeboliscono mettendo a rischio l'equilibrio dei poteri.
In questo quadro di precarietà democratica si è aggravata la sfiducia di cittadine e cittadini verso le istituzioni politiche e i partiti politici, ed è aumentato il disinteresse per la partecipazione elettorale, fondamentale per la piena affermazione di una democrazia rappresentativa.
A livello regionale, nazionale ed europeo stiamo assistendo al diffondersi di un nuovo linguaggio, in continua trasformazione e spesso violento, che gioca sul negazionismo e sulla paura della diversità, ed esaspera i termini del dibattito pubblico producendo posizioni divisive, aggressive e populiste.
Per uscire da questa spirale pericolosa oggi più che mai si rende necessario adottare un approccio sistemico e permanente che permetta di instaurare un dialogo continuo e di fiducia con la società civile, come indicato dell'agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Ove presente e ove già realtà assodata, tale dialogo è in grado di valorizzare la consapevolezza collettiva delle nostre comunità, garantendo la loro partecipazione nelle decisioni pubbliche che influiscono nella loro vita, garantendola anche e soprattutto alle nuove generazioni.
Altrettanto fondamentale è garantire in un secondo momento che le opinioni prodotte attraverso i processi di democrazia partecipativa siano prese seriamente in considerazione dai decisori pubblici, e che siano fornite spiegazioni chiare e trasparenti quando non vengono adottate.
Cittadine e cittadini, le giovani generazioni hanno bisogno di formazione e informazione per essere soggetti attivi nei processi di democrazia partecipativa. Le nuove generazioni vanno maggiormente coinvolte nei processi democratici, ce lo chiedono, ce lo stanno chiedendo anche oggi in questa sede al Consiglio d'Europa.
[In inglese] Forse l'introduzione di una "quota giovani" dovrebbe essere maggiormente considerata, discussa e promossa. Grazie.
Grazie Presidente.
Colleghi,
la democrazia è il bene più importante, eppure oggi questa consapevolezza nell'opinione pubblica è debole ed è sotto attacco. Ed è fondamentale che siano le nuove generazioni ad affermare una nuova coscienza democratica. Le nostre democrazie vivono una crisi profonda, strutturale, è una crisi politica e serve una risposta che sia pienamente politica.
La democrazia non è statica, non è neutrale, vive solo se riesce a costruire emancipazione, se mantiene la promessa di cambiamento di migliori condizioni di vita. La crisi delle nostre democrazie è innanzitutto la questione sociale, sta nelle intollerabili diseguaglianze, nelle impossibilità per milioni di persone di realizzare il proprio progetto di vita.
La democrazia è innanzitutto avere forme di partecipazione. Invece negli ultimi anni ovunque sono state svuotate le funzioni dei parlamenti, le funzioni dei soggetti politici collettivi, e rafforzati all'estremo i poteri degli esecutivi e dei capi di governo, introdotte leggi elettorali fortemente maggioritarie che polarizzano e gerarchizzano le nostre società restringendo gli spazi della democrazia, della partecipazione, del pluralismo, restringendo diritti e stato sociale, emarginando fasce sempre maggiori di società.
L'astensionismo è talmente grande che la nostra rischia di essere una democrazia rappresentativa senza rappresentanza. E questa crisi di legittimazione viene sfruttata dall'estrema destra per proporre un modello autoritario che concentra tutto il potere, senza contrappesi, nelle mani di uno solo, con leggi liberticide, contro l'informazione, contro la magistratura, contro le minoranze. È quello che sta avvenendo e che abbiamo il dovere di contrastare.
L'abuso di potere, anche se legalizzato, uccide le fondamenta dello stato di diritto. Modelli di elezione diretta portano sempre con sé il plebiscitarismo, e il plebiscitarismo porta con sé sempre una deriva illiberale. E tutto questo è un inganno ai cittadini, non è una risposta alla crisi della democrazia, è la fine della democrazia. Viviamo un tempo cruciale della storia e non possiamo essere spettatori. Un tempo di regressione dei diritti, di recrudescenza delle guerre, dell'uso politico dell'odio, con interessi finanziari e tecnologici potentissimi avulsi dal potere democratico.
Un tempo che rischia di essere contro la democrazia. Eppure la democrazia è l'unico spazio vitale per i cittadini e abbiamo il dovere di trasformare questo tempo difficile in un nuovo secolo democratico. In particolare penso che questa sia la nostra sfida qui da riaffermare e da rilanciare da questo Consiglio d'Europa.
Grazie Presidente.