lundi 27 janvier 2025 après-midi
2025 - Première partie de session Imprimer la séanceVidéo(s) de la séance 1 / 1
(Discorso in italiano non pronunciato, Regolamento Art. 31.2)
Thank you, President, dear colleagues, I’ll speak in Italian.
Ringrazio il relatore, Iulian Bulai, per l’eccellente lavoro svolto in Georgia e per la relazione approfondita sulle elezioni parlamentari svoltesi il 26 ottobre.
È stato un onore essere membro della Commissione di monitoraggio del processo elettorale in questo paese, che mi ha colpito per la sua storia e cultura di tradizione anche europea, per la sua affascinante morfologia territoriale e per la sua generosa ospitalità.
Purtroppo, nel corso dell’osservazione elettorale, ho potuto notare sia le disparità nello scenario politico e partitico georgiano, che le persistenti e profonde diseguaglianze economiche e sociali. Nonostante l’aumento record del PIL georgiano nel 2023 pari al 10,1%, dovuto all’intensificarsi delle relazioni economiche e finanziarie con la Russia, la popolazione non ne ha beneficiato. Nelle zone rurali il tasso di povertà rimane altissimo, rendendo la Georgia uno dei paesi più poveri del continente europeo.
Le recenti elezioni hanno messo in evidenza una complessa realtà. Mentre la gestione tecnica del voto, prevalentemente espletata da donne nei seggi da noi visitati, ha rispettato gli standard procedurali, per contro, il contesto in cui si è svolto l’intero processo elettorale è stato segnato da tensioni, intimidazioni e interventi normativi controversi che hanno inciso profondamente sull’equità delle elezioni, alterando le condizioni di competizione politica e sbilanciandole verso il partito al potere.
Uno degli esempi è la “Legge sulla trasparenza dell’influenza straniera”, definita dalla società civile come “legge russa”, che ha minato la fiducia della cittadinanza nel sistema democratico georgiano. Scoraggiante anche l’abolizione delle quote rosa a ridosso delle elezioni, con una presenza femminile nella politica georgiana già limitata all’11%.
Colleghe e colleghi, mentre il popolo georgiano, nelle sue aspirazioni democratiche, chiede a gran voce di far parte della famiglia europea, il nuovo governo georgiano sospende i negoziati per l’adesione all’Unione. Ciò rispecchia la fragile situazione geopolitica che stiamo vivendo nel nostro continente, che sta coinvolgendo più paesi e che rimanda a un periodo buio della nostra storia.
Ricordiamoci i pilastri su cui si fonda il lavoro che svolgiamo nel Consiglio d’Europa, culla dei diritti umani, democrazia e stato di diritto, principi e valori che vanno rispettati da tutti gli stati membri.
Oggi più che mai serve uno spirito lungimirante all’interno del nostro Consiglio d’Europa nell’affrontare la situazione di instabilità democratica che sta colpendo la Georgia, ma non solo. Non tagliamo i ponti, rendiamoli più forti, sotto lo scudo dei valori fondanti europei.