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jeudi 10 avril 2025 matin

2025 - Deuxième partie de session Imprimer la séance

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Ouverture de la séance n° 16

Débat selon la procédure d'urgence : Projet de Convention du Conseil de l’Europe sur la protection de l’environnement par le droit pénal

Vote : Projet de Convention du Conseil de l’Europe sur la protection de l’environnement par le droit pénal

Débat selon la procédure d'urgence : La situation en Géorgie et le suivi de la Résolution 2585 (2025) "Contestation, pour des raisons substantielles, des pouvoirs non encore ratifiés de la délégation parlementaire de la Géorgie"

Mme Elisabetta GARDINI

Italie, CEPA, Porte-parole du groupe

11:14:31

Grazie, signor Presidente,

Cari colleghi,

Abbiamo letto con attenzione la risoluzione. Riconosciamo che le preoccupazioni sollevate sono fondate e meritano una riflessione seria: segnali di regressione democratica, crescenti tensioni tra le istituzioni, difficoltà nel garantire pienamente i diritti fondamentali dei cittadini. Tutto questo non può lasciarci indifferenti.

Proprio per questo però, riteniamo essenziale che il dialogo con la Georgia resti aperto. È nei momenti di maggiore difficoltà che il confronto diventa più necessario. Quindi noi non condividiamo le proposte che puntano alla sospensione delle credenziali, né tanto meno quelle che mirano ad allontanare la Georgia dal Consiglio d’Europa. Sarebbe, a nostro avviso, un errore grave, un passo che rischierebbe di isolare il Paese e di spingerlo ancora più lontano dai principi che questa Assemblea incarna.

Dobbiamo ricordare che la Georgia non si esaurisce nel suo governo. È anche, e soprattutto, un popolo che guarda con speranza all’Europa, una società civile, attiva e coraggiosa, tanti giovani che si battono per i valori che condividiamo: libertà, democrazia, Stato di diritto. Ed è proprio a loro che dobbiamo far sentire la nostra vicinanza e il nostro sostegno.

Detto ciò, è bene essere chiari: mantenere il dialogo aperto non significa concedere un lasciapassare al governo georgiano per ignorare i principi democratici. Anzi, al contrario, una giovane democrazia come la Georgia non può e non deve avere prigionieri politici. Quando un governo arriva ad avere paura dei propri cittadini, perde il fondamento stesso della sua legittimità democratica. E in quel caso allora, deve avere il coraggio di ristabilire la fiducia oppure, se non ne è capace, deve avere il coraggio di dare la parola al popolo e indire nuove elezioni.

Rivolgiamo quindi un appello forte, un appello chiaro alle autorità georgiane: ascoltate le raccomandazioni di questa Assemblea, accogliete le osservazioni della Commissione di Venezia, del Commissario per i diritti umani, soprattutto, date ascolto alla voce della società.

Noi ci auguriamo sinceramente che la delegazione georgiana possa presto tornare in quest’aula. Perché, anche quando è difficile, anche quando le posizioni sono lontane, il dialogo è sempre preferibile al silenzio. Il confronto, se sincero, è il primo passo verso una soluzione condivisa.

Quindi noi rimaniamo fermi nei nostri principi, ma aperti nel nostro metodo. Con equilibrio, con serietà, ma senza mai chiudere la porta a chi è disposto a migliorare, a correggersi, a riavvicinarsi ai valori che questa Assemblea rappresenta.

Continuiamo, dunque, come Consiglio d’Europa, a fare la nostra parte. Non per compiacere o condannare, ma per costruire, insieme, un’Europa più giusta, più libera e più salda nei suoi valori fondamentali.

Grazie.

 

Vote : La situation en Géorgie et le suivi de la Résolution 2585 (2025) "Contestation, pour des raisons substantielles, des pouvoirs non encore ratifiés de la délégation parlementaire de la Géorgie"

Débat : Aspects juridiques de l'adhésion de l'Union européenne à la Convention européenne des droits de l'homme

Vote : Aspects juridiques de l'adhésion de l'Union européenne à la Convention européenne des droits de l'homme

La séance est levée à 12h50

Prochaine séance à 15h30